QUELL’AEREO MALESE CON 298 PERSONE A BORDO

DI MARC INNARO

Un reportage di Marc Innaro, corrispondente Rai da Mosca, svela possibili clamorosi retroscena sull’abbattimento l’aereo delle linee malesi con 298 persone a bordo. L’inchiesta dell’azienda russa che produceva il missile assassino dimostrerebbe che a sparare sarebbero stati gli ucraini di Kiev

Il 17 luglio scorso, ad abbattere –sull’Ucraina orientale- l’aereo delle linee malesi con 298 persone a bordo, fu un missile BUK M-1 che però non è più prodotto dal lontano 1999 e non è più in dotazione alle forze armate russe. Al termine di un’inchiesta durata 10 mesi, e dopo aver analizzato una mole impressionante di foto e di resti di quel velivolo, non hanno dubbi i vertici di Almaz-Antei, la società statale russa che produce il BUK.

Missile antiaereo BUK M-1 non più prodotto dal 1999

Quel tipo di missile –dichiara il direttore generale Yan Novikov- non esiste più negli arsenali russi ormai da 15 anni, ed è invece tuttora in dotazione alle forze armate ucraine, che nel 2005 disponevano di ben 991 esemplari del BUK M-1. Un’altra notizia, altrettanto clamorosa, la fornisce Mikhail Malishevsky, consigliere del capo-progettista di Almaz.

Dai tracciati radar, dalle foto satellitari, dalla rotta dell’aereo, dai fori nella carlinga e dai rottami analizzati, è chiaro che il missile non fu lanciato –come era stato subito dichiarato dal governo ucraino- da Snizhne, un villaggio controllato dai separatisti filo-russi del Donbass, bensì da Zaròshenskoe, una località che il 17 luglio scorso era invece sotto il controllo dell’esercito di Kiev.

Armed pro-Russian separatist stands at a site of a Malaysia Airlines Boeing 777 plane crash in the settlement of Grabovo in the Donetsk region

Potrebbe solo apparire un dettaglio tecnico, ma la notizia –se ad ottobre verrà confermata anche dagli specialisti olandesi del Dutch Safety Board- è gravida di ripercussioni politiche. Anzitutto perché, basandosi unicamente sui primi rapporti preliminari, all’indomani della strage Stati Uniti ed Unione Europea si affrettarono a varare una serie di durissime sanzioni economiche nei confronti della Russia, accusata di aver fornito il sistema missilistico BUK agli indipendentisti del Donbass. “Quelle sanzioni furono immorali e ingiuste, dichiarano i vertici di Almaz-Antei, perché la nostra società non ha alcuna responsabilità nell’abbattimento dell’aereo e nella morte di tutti i suoi passeggeri”.