IN RICORDO DI NINO MANFREDI

antonio agosta

DI ANTONIO AGOSTA

Saturnino Manfredi, per tutti Nino, nasce a Castro dei Volsci (Frosinone), il 22 marzo 1921. Nino aveva la teatralità nel sangue, quella passione espressa con molta audacia anche nei momenti in cui la serietà doveva prendere il sopravvento, come il giorno della sua tesi di laurea in Diritto Penale. Di fronte alla commissione iniziò a esibire la sua vera indole per la recitazione quasi da premio Oscar, lasciando tutti a bocca aperta.
“Signori professori, io vi giuro, l’avvocato non lo farò mai. Frequento l’accademia nazionale di arte drammatica, ho sempre voluto fare l’attore”. A quel punto, la domanda da parte della commissione fu quasi scontata: “E adesso sta lavorando a qualcosa in particolare?”. Nino rispose con la stessa sicurezza e determinazione che hanno caratterizzato da sempre il suo lungo percorso di attore e di uomo. “Arlecchino servitore di due padroni, di Carlo Goldoni”.

“Tanto pè cantà” era un testo scanzonato cantato in dialetto romanesco, scritto e musicato da Ettore Petrolini e Alberto Simeone. Interpretato da Nino Manfredi come filosofia di vita, con voce nasale per ricreare una sua caricatura come atto unico di teatro. Una vita vissuta girando il mondo in modo spensierato e privo di fronzoli, dedicandosi al suo lavoro in modo professionale e alla famiglia che tanto amava.

Nino Manfredi è stato un attore, regista, doppiatore, sceneggiatore e cantante. Un vero artista eclettico che è riuscito ad alternarsi in ruoli comici e drammatici, senza mai togliersi la maschera che indossava, cimentandosi in svariati film in modo ironico a tratti surreale, calandosi nei panni di personaggi storici e dei giorni nostri, tutti rappresentati in modo magistrale come lui sapeva fare. Come in “Straziami ma di baci saziami”, commedia del 1968 diretta da Dino Risi. Un vero cocktail di colpi di scena, lacrime e intrighi del caso.

Non dimenticheremo mai la sua espressione quasi attonita dinanzi alle macchine da presa, come a voler beffeggiare, a modo suo, l’atmosfera scenica interpretata con lo sguardo di un grande maestro teatrale.
“Lo spettacolo non deve essere soltanto un modo di esprimerti, una tua soddisfazione personale, interiore, ma deve arrivare a tutti: lo spettacolo per essere utile deve avere questa forza”.

Nino Manfredi muore a Roma il 4 giugno del 2004, lasciandoci orfani del suo grande talento.

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