AVERSA. IL FIGLIO VIENE BOCCIATO E LA MADRE SI VENDICA CON L’INSEGNANTE

chiara farigu

DI CHIARA FARIGU

 

Basta, non se ne può più!

Basta con questi genitori iperprotettivi anche quando i loro figli hanno torto marcio.

Qualche giorno fa i genitori di un minorenne hanno reagito malamente contro i Carabinieri (“Ma non avete di meglio da fare che occuparvi di qualche spinello …”) che avevano fermato il figlio adolescente in possesso di droga.

Notizia di oggi. Ad Aversa una madre picchia l’insegnante (facendola finire in ospedale), rea di aver bocciato il suo ragazzo.
Non sono, questi, casi isolati, purtroppo.
La cronaca ci ha “abituato” alle notizie di presunte violenze di maestre uscite di senno che maltrattano bambini, o assistono impassibili ad atti di bullismo nei confronti di alunni con difficoltà a reagire. Si sa molto meno invece delle minacce o atti di violenze vere e proprie nei confronti di insegnanti che, se in servizio, sono a tutti gli effetti dei Pubblici Ufficiali (come da sentenza della Cassazione penale, sez.3°, 11 febbraio 1992: “La qualità di P.U.deve essere attribuita a tutti gli insegnanti delle scuole statali, in quanto essi esercitano una funzione disciplinata da norme di diritto pubblico …”).

Pertanto, come è giusto condannare un insegnante quando si ha la prova inconfutabile della sua colpevolezza, altrettanto doveroso è punire esemplarmente chi è artefice di aggressioni ingiustificate nei suoi confronti, specialmente quando è nel pieno esercizio delle sue funzioni.
È davvero sconcertante assistere a questo scollamento tra le due agenzie educative, famiglia e scuola, che dovrebbero invece collaborare con fiducia e responsabilità per il bene dei ragazzi. La scuola con tutte le pecche che vogliamo attribuirle (salvo rare eccezioni) cerca di svolgere il ruolo che le è assegnato: quello di istruire e di educare i suoi alunni-studenti. Ma questo compito sta diventando sempre più oneroso a causa della disgregazione della famiglia che demanda sempre più alla scuola e agli insegnanti il ruolo, che le é proprio, di prima agenzia educativa. Genitori spazzaneve o genitori elicottero, cosi viene definita questa nuova generazione di mamma e papà iperprottettivi. Ma chi sono?

Sono chiamati “GENITORI SPAZZANEVE” tutti quei genitori che, pur di evitare qualunque tipo di frustrazione ai figli, spianano loro la strada per rendere tutto semplice. E non tollerano che nessuno metta in dubbio il fatto che il proprio figlio subisca continue ingiustizie: la maestra non capisce niente quando lo rimprovera, l’istruttore di nuoto o l’allenatore di calcio è troppo severo. Adesso ci pensano mamma e papà. Vogliono essere insostituibili e sentirsi sempre dire che il pargolo che hanno generato è il più bello, il più diligente, il più bravo in qualsiasi campo.
E fanno di tutto per riuscire a far sì che questo accada.

Una seconda genia di genitori, che arreca altrettanti danni sullo sviluppo consapevole e sano dei figli, è chiamato “GENITORI ELICOTTERO”.
Sono quelli che, quando figlio parte per una gita scolastica, non si limitano a fare ciao ciao con la manina all’autobus, ma seguono il pullman con la loro auto perché “con tutto quello che si sente, almeno noi ci siamo…”
Accompagnano i bambini alle feste e rimangono a supervisionare cosa succede. Dovesse qualcuno fare un torto al loro figlio?! E rimangono spesso fuori dall’aula aspettando che la maestra compia qualche gesto malevolo nei confronti del proprio cucciolo.

 

safe_image