CATASTO: RINVIATA LA RIFORMA

cristiana panebianco

DI CRISTIANA PANEBIANCO

Come tante volte accade nel nostro paese una riforma slitta. Questa volta tocca al catasto (questa volta si fa per dire, visto che non c’è stato governo che non l’abbia promessa) e pare sia alta la possibilità che aumentino le tasse sulla casa.

Perché fa pagare troppo ad alcuni e troppo poco ad altri, soprattutto se questi ultimi possiedono muri medievali con vista mozzafiato, categoria A4 popolare? Sembrava la volta buona, ma prendere decisioni difficili non è mai agevole specie per il nostro premier, in questo momento.

Il rischio è un vero e proprio salasso e per questo nella delega fiscale era stato introdotto il principio della “invarianza di gettito” nazionale. Poi ci si è accorti che il meccanismo avrebbe funzionato in modo frammentato creando le soliti discriminazioni territoriali italiane e anche di “categoria.” E ci si è fermati. Daniele Capezzone (FI)  ha denunciato le “stime terrificanti (anche in sede governativa) in termini di aumenti di gettito” che la riforma comporterebbe, arrivando a dire che si tratterebbe di “un errore politico devastante“. Una chiara presa di distanza da un testo che attua una delega finora condivisa punto per punto e votata all’unanimità. Se ne riparlerà, comunque, in autunno.

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