LE MODIFICHE AL CODICE SUGLI APPALTI

Cinzia Niccolai

DI CINZIA NICCOLAI

Il senatore Esposito (PD, (padre del super-canguro) ad 8 e mezzo insieme a Travaglio, oltre che della legge elettorale, ha parlato del codice appalti dichiarando di essere relatore della legge di modifica (mi si accappona la pelle…).
Riguardo le sue affermazioni sulle prossime modifiche voglio ribattere che:

1. general contractor: sottrarre la nomina del Direttore Lavori al general contractor è un fatto positivo ma non è l’unica magagna della legge obiettivo, che va proprio abrogata in toto perchè consente scivoli rispetto alle norme a cui sono soggetti gli appalti e permette di eseguire le opere “con qualsiasi mezzo”;

2. massimo ribasso: per quanto concerne i servizi (prestazioni professionali) anche oggi è vietato di utilizzare il criterio del massimo ribasso per importi di servizi > di 100.000 euro;

3. progetti che vanno in gara: dire che andranno in gara solo progetti esecutivi, per evitare successive varianti è una “cavolata” grossa come una casa, significa eliminare gli appati integrati, cioè quegli appalti dove si mette a gara il progetto definitivo (in alcuni casi quello preliminare) in quanto il progetto esecutivo diventa parte delle opere in gara (lo redige l’impresa ma lo valida la stazione appaltante). Senza appalto integrato opere ad alto contenuto tecnologico (come per esempio un termovalorizzatore o altro) saranno difficilmente progettabili da chi non fa parte dell’impresa che vince la gara. Ma il fatto che il progetto esecutivo lo rediga l’impresa (restando nell’alveo del progetto definitivo) è probabilmente una garanzia maggiore perché non si abbiano varianti in corso d’opera. In ogni caso non è in questo modo che si governano le varianti che insorgono successivamente. Basterebbe far rispettare l’art. 132 dell’attuale codice che già le disciplina egregiamente.

Probabilmente Esposito ha sparato anche altre “cavolate” ma queste sono quelle che, al momento, mi vengono in mente.
E’ uno sconforto pensare che metteranno ancora le mani sul codice, modificato all’infinito, senza centrare gli obiettivi

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