GIULIA BUSIO. LA CASA DEVE PARLARE DI TE

Maria Antonietta Nocitra

 DI MARIA ANTONIETTA NOCITRA

 

Giulia Busio, giovane Interior Designer milanese, ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e poi ha conseguito il diploma di Master di 1 livello in Interior Design al Politecnico Di Milano.

Il suo motto è “ La casa deve parlare di te, senza nemmeno una tua fotografia”.

“La formazione artistica mi porta ad avere un occhio sempre puntato su questo aspetto così importante, sia in ambiente domestico che in ambito pubblico o di accoglienza. La consulenza artistica e d’arredo consiste infatti nella valorizzazione degli eventuali pezzi d’arte o di design attraverso la riorganizzazione degli spazi, lo studio dell’illuminazione, la scelta di abbinamenti cromatici. Anche i viaggi mi aiutano a dare alla mia attività un’impronta attuale… E’ infatti attraverso l’influenza di altre culture che le idee prettamente pratiche si fondono ad ispirazioni che danno vita ad atmosfere sempre diverse…”

Come hai deciso di affrontare questo tipo di studio? Come è nata la passione per questo lavoro?

Ci sono arrivata tardi, ma sono felice di averlo intrapreso. In realtà è ciò che ho sempre desiderato fare. Sin da bambina facevo casette con mobili oppure disegnavo sulle planimetrie delle case e scarabocchiavo mobili, divani etc.. Era passione, gioco, non pensavo di fare questo lavoro. Visto il tipo di studi intrapreso pensavo sarei diventata esperto d’arte, quindi di fare un lavoro più vicino al campo artistico. La vita poi mi ha portata a questo. Iniziai frequentando un master internazionale di Interior Designal Poi ho cominciato a lavorare presso altri per poi decidere di mettermi in proprio.

Qual è la cosa più complicata del tuo lavoro?

In realtà io non trovo ci sia nulla di complicato. Mi piace entrare in totale sintonia col cliente, che deve sentirsi appoggiato, preso sotto braccio, consigliato. Mai forzato. In qualunque luogo debba lavorare sono contenta di sperimentarmi, sia per una casa che per un  ristorante  o uno spazio diverso. Sono contenta se il cliente è contento. A volte le persone si mostrano diffidenti. Temono che possa consigliare loro qualcosa solo per vendere. Ma io non sono un negoziante. Se propongo è perché penso che al cliente potrebbe piacere. Mi rendo conto che molti colleghi tendono ad affiancarsi solo a determinati marchi.  Invece ciò che consiglio non è finalizzato alla vendita di un prodotto. Quindi per me è fondamentale ottenere la fiducia del cliente. Con i miei clienti sono un po’ psicologa, un po’ personal shopper e spesso divento anche un’amica.

Perché qualcuno dovrebbe affidare la consulenza degli interni della propria casa ad un esperto di design, oltretutto in un momento economico così difficile?

In parte la risposta è contenuta nel nuovo progetto che ho intrapreso, le gift box. Nato anche per avvicinare le persone a questa professionalità. Spesso la gente si fa prendere dalle mode e le segue pedissequamente, facendo perdere la propria personalità. Alla fine le case appaiono tutte uguali pur essendo abitate da persone differenti. Alla gente piace un modello e finisce per scegliere solo quello. Mi capita spesso di entrare in tante case e di pensare se quella casa piace veramente ai suoi proprietari oppure perché gli è andata bene così. Il mio lavoro, invece, aiuta a trovare arredi e materiali di buona qualità ma risparmiando. Spesso infatti propongo outlet o falegnamerie, trovando oggetti e mobili ad ottimi prezzi. In più chi è esperto in questo settore sa quali cose si deterioreranno con più facilità e quali no e quindi su quali cose puntare con più decisione per evitare ulteriori spese in breve tempo. Quindi le persone hanno l’opportunità di arredare la casa con mobili di ottima qualità senza spendere una fortuna.

Quanto conta curare una casa al suo interno e quanto influenza il benessere della gente?

Per me tantissimo. Ad esempio quando ho traslocato non sono riuscita ad entrare nella nuova casa senza i miei quadri. Finchè non è divenuta “mia” non sono riuscita ad abitarla. La casa va vissuta, personalizzata, altrimenti diviene un albergo. Una casa è come una lingerie. Puoi non farla vedere agli altri ma deve essere bella perché ciò ti fa stare bene. Oppure può essere come un bell’abito, che fai vedere anche agli altri. Dipende poi dal nostro modo di essere.

Hai lavorato per Vero TV. Che esperienza ne hai tratto?

Una bellissima esperienza. E la rifarei. Pur essendo in diretta mi sentivo totalmente a mio agio. Spesso commentavo le case dei VIP e notavo che essere rispecchiavano la loro personalità. Altre volte stentavo a credere che quelle case appartenessero a determinati personaggi. In più ho lavorato anche su “Vero Radio” dando consigli di arredamento affiancata da un architetto.

C’è uno stile che negli ultimi anni fa più tendenza?

In questo momento non c’è una vera tendenza. Forse si tendono a creare delle stanze coordinate. Ad esempio una cucina turchese abbinata ad un salotto turchese e ad una stanza da letto turchese. E’ una cosa che non amo per nulla. E poi certi marchi propongono in questo momento mobili con colori vivaci. Ciò è La gente si stanca facilmente e non torna più dallo stesso fornitore. Anche il monocolore è una ultima tendenza. Lo vedo spesso nelle pubblicità. Mai proporre mobili così.