PROGRAMMI TV E INFORMAZIONE

antonio giampieri

DI ANTONIO GIAMPIERI

La lettura dei dati di ascolto televisivi è quasi un’arte divinatoria. Certo, se un programma va bene (o soprattutto se va male) si vede subito. E’ invece molto difficile interpretare correttamente certe piccole variazioni della curva che disegna e traduce i numeri in linee. Questo per quanto riguarda la programmazione normale. Quando poi avvengono fatti di cronaca come l’attentato terroristico in Tunisia, il palinsesto, almeno in parte, viene stravolto. Con conseguenze non prevedibili per quanto riguarda gli ascolti. Nel pomeriggio di venerdì scorso, quando prima dalla Francia e poi dalla Tunisia, arrivavano le notizie e le prime immagini degli attentati, Rai 1 ha fatto una scelta corretta , offrendo servizio pubblico, con una copertura alternata tra notizie, con le straordinarie del TG e l’approfondimento, delegato all’”Estate in Diretta”. Le altre reti generaliste, Rai e commerciali, non hanno dedicato molto spazio alle breaking news, restando, come Canale 5, sulle soap a oltranza, tra le quali “Il Segreto”, che ha ipnotizzato, come al solito, oltre tre milioni di nostri connazionali, ai quali non interessava molto, evidentemente, cosa stava accadendo ad un’ora di volo da casa propria. Poi c’erano le reti all news, che , in casi come questi, dovrebbero essere il vero punto di riferimento di chi ha fame di notizie. Ma i tragici avvenimenti di Venerdì scorso, non hanno richiamato masse di italiani davanti alla tv.
Posso solo buttare lì qualche tentativo di spiegazione. In ordine sparso: venerdì pomeriggio, in molti erano già partiti per il fine settimana. Finite le scuole, ci sono più bambini a casa, nel pomeriggio, che non guardano certo le dirette sugli attentati terroristici. Il fatto che tra le vittime non ci fossero italiani. Come se la nazionalità degli uccisi abbassasse il tasso di preoccupazione sulla minaccia terroristica. Un’altra considerazione che si può fare è quella che riguarda l’informazione fornita dal web. Per molti è più comodo accendere il tablet che la tv. Si passa da un sito all’altro e ci si fa un personale tg, visto che le immagini arrivano ormai prima in rete che alle tv.
Detto questo la televisione, almeno quella targata Rai, ha il dovere, come servizio pubblico, di fornire informazione. E venerdì scorso, Rai 1 ha assolto questo compito egregiamente. Ma evidentemente, in un afoso venerdì di inizio estate, gli italiani hanno avuto bisogno più di svago che di una ulteriore massiccia dose di motivi per cui preoccuparsi.