VIOLENZE SESSUALI SUI MINORI: ARRESTATO UN OPERATORE NELL’AGRIGENTINO

annalisa minutillo

DI ANNALISA MINUTILLO

 Scoperta comunità degli orrori nell’Agrigentino.
Strutture che dovrebbero ospitare minori che hanno già i loro problemi esistenziali, strutture che dovrebbero fornire una risoluzione dei problemi mettendo a disposizione educatori, personale formato atto a questo scopo, strutture che diventano prigioni aggiungendo orrore sull’orrore già esistente a questo
siamo arrivati in questo paese? Siamo solo capaci di diventare carnefici e delle vittime chi si preoccupa realmente?
Come faranno questi ragazzi ad avere ancora fiducia nel mondo che li circonda?
Come si farà a liberarli di questi momenti che resteranno impressi sul loro corpo e nella loro mente?
Vigilare su queste comunità sarebbe una cosa da fare sempre, togliere gli accreditamenti e smetterla di vedere dove c’è già tristezza l’autorizzazione al continuare ad agire indisturbati.
Grandi uomini quelli che fanno i forti con i deboli, begli esempi di altruismo, cura e lealtà da fornire a chi ha già quotidianamente la conferma di ritrovarsi a vivere in un mondo che non è proprio quello in cui vorremmo ritrovarci a vivere.
Cosa abbiamo da offrire alle nuove generazioni, cosa possiamo trasmettere di così positivo?
Non bisogna tacere, il personale deve vigilare e non deve avere paura di denunciare perché se non ci fossero queste testimonianze queste catene di orrore andrebbero avanti, certi figuri verrebbero anche osannati e riconosciuti come persone “buone” che non sono buone nemmeno con se stesse figuriamoci quanto potrebbero continuare ad esserlo con gli altri
Una vergogna di cui non andare fieri, una vergogna tutta italiana altro che progresso e riforme: riformiamoci il cervello che forse è meglio ma per farlo bisognerebbe averne uno, già proprio quello che manca a persone a cui vengono affidati incarichi di responsabilità come questo.
Non cerchiamo sempre scusanti, chi commette atti come questi sa bene cosa sta facendo, sa bene che recherà danni morali e fisici a chi ne subirà l’abuso, sa bene che educare è altra cosa, sa bene che nulla può giustificare tanta brutalità.

Degrado, violenza e orrore senza fine in una comunità alloggio per minori con disturbo del comportamento nell’Agrigentino. Un operatore è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale su alcuni ospiti del centro. La procura ha fermato l’uomo e il gip ha convalidato l’arresto ordinando il carcere.
L’indagato, di 52 anni, ha fatto guardare ai ragazzini film porno in cui si vedevano lui e altri uomini con donne. L’uomo, a volte con altri due minorenni anche loro indagati, avrebbe fatto sesso di gruppo con una ragazza con deficit mentale all’epoca minorenne. Secondo l’accusa l’indagato faceva fumare hashish ad alcuni ospiti della comunità.
Dall’indagine viene fuori uno spaccato squallido su quanto avveniva nella comunità. Da rifugio per ragazzi in difficoltà, il centro spesso si trasformava in teatro degli orrori.
La polizia ha intercettato dialoghi tra i testimoni nel commissariato e ha perquisito l’abitazione dell’operatore arrestato e avrebbero trovato prove che confermano i racconti dei testimoni e delle vittime.
I pm agrigentini nel decreto di fermo scrivono: ”Persistendo nella sua azione l’indagato ha dimostrato di non percepire il significato antigiuridico delle proprie condotte, rendendo in tal modo indispensabile l’adozione di una misura cautelare idonea che ne argini l’azione e lo dissuada dal porre in essere qualsiasi altra forma di abuso nei confronti di chiunque ed in particolare di minori e soggetti deboli”.
“Carmelo Angelo Grillo con la sua condotta si è reso responsabile di una serie di reati gravissimi in danno di minori indifesi. Si tratta di minori che hanno delle problematiche familiari tanto da indurre procure e tribunali di vari territori della Sicilia ad affidarli a queste comunità che dovrebbero curarli per far vincere quelle problematiche familiari. Ad esempio, fra gli assistiti c’era una ragazza la cui madre era morta ed aveva problemi con il padre ed è stata inserita in questa comunità per essere aiutata”. Lo ha detto il procuratore capo di Agrigento, Renato Di Natale, durante la conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’arresto dell’operatore di una comunità d’accoglienza per minori.
“Parliamo di violenza sessuale nei confronti di una ragazza affetta da handicap, violenza sessuale di gruppo assieme ad altri minori. Reati che ci lasciano sgomenti – ha sottolineato Di Natale – ad opera di un soggetto che aveva l’obbligo di curare e sorvegliare questi minori, abusando del ruolo che aveva. Tralasciando la somministrazione di hashish e alcool a minori. I fatti si sono consumati fino al giugno del 2015 sia nelle comunità in cui operava questo operatore che nell’ abitazione di questo operatore in cui venivano portati minori maschi e femmine che potevano avere rapporti sessuali nella sua casa, rapporti che lui filmava o tentava di filmare o gli faceva vedere filmati in cui lui era il protagonista”.
“Per un mero caso una responsabile della comunità, raccogliendo le confidenze di una ragazza s’è decisa, con coraggio, a denunciare i fatti. E l’indagine è subito partita”, dice Di Natale. Il procuratore ha anche sottolineato “la mancanza di seri controlli. Oltre ai controlli formali è necessario controllare i soggetti nei cui confronti vengono accreditate queste strutture e i soggetti che vi operano. Chi ha il dovere di controllare si attivi subito ed eventualmente vengano revocati gli accrediti”.

foto di Anna Lisa Minutillo.