TSIPRAS, UN VERO STATISTA

michele pizzolato

DI MICHELE PIZZOLATO

L’idolatria di Tsipras fino a domenica e la successiva distruzione sono ridicoli. Tsipras ha fatto cose da giganti della politica, da statista vero, la storia gli renderà merito;

– ha chiamato un coraggiosissimo referendum che ha, per la prima volta, aperto una discussione vera e drammatica sulla austerità, aprendo una crepa seria fra Germania e Francia; ha mostrato l’insussistenza dei socialisti europei;
– si è trovato contro tutto l’eurogruppo, gli hanno chiuso le banche e ha clamorosamente vinto un referendum contro tutto l’establishment europeo (Schauble, Merkel, Schulz, Juncker, Renzi…). Un referendum il cui significato era chiaro: NO all’austerity NO all’uscita dell’Europa… inventarsi cose diverse dopo è facile;
– ha trattato pesantemente e di fronte alla scelta drammatica fra due disastri (o la morte lenta da piano troika, o il rischio del collasso immediato, magari con future speranze) ha optato per la prima scelta. Solo gli idioti possono pensare che fosse una scelta facile. Forse poteva rimandare al parlamento Greco non assumere una scelta immediata, ma stiamo parlando di una scelta difficilissima fatta in un momento tragico… se pensiamo alle scelte nostrane sul preside padrone o sul Jobs act… possiamo solo piangere e invidiare;
– e ora va verso la caduta del governo, le dimissioni e uno scenario veramente da incubo per l’Europa. L’Europa vera, quella dello stato sociale, dei cittadini, non quella della Germania di Schauble e Merkel, deve moltissimo a Tsipras, e fra qualche anno glielo riconoscerà, ne sono certo. Fra qualche anno, dopo la fine dell’Europa e dell’euro, non ci ricorderemo nemmeno i nomi dei piccoli contabili tedeschi che lo hanno fatto dimettere.