EMILY DICKINSON, VIAGGIO IN UNA POESIA SENZA TEMPO

DI MICHELA ZANARELLA

 

“Nessun vascello c’è che, come un libro, possa portarci in contrade lontane”

E’ sempre attuale la poesia di Emily Dickinson e lo dimostra il fatto che con il passare degli anni riesce sempre a conquistare e ad affascinare lettori e critici. E’ una delle autrici più amate e misteriose, forse per il fatto di aver vissuto una sorta di reclusione che non le ha permesso di avere contatti con l’esterno, eppure è riuscita a viaggiare con le parole e a tracciare le immagini di un mondo in evoluzione, con le sue contraddizioni.

E’ proprio la poesia quel mezzo che le ha consentito senza muoversi da casa di ‘transitare’ ovunque. Nata nel 1830 da una famiglia borghese di cultura puritana è cresciuta in un ambiente severo e rigido, dove il rispetto delle regole era essenziale. Ed essenziale fu anche il linguaggio quando si avvicinò alla poesia. C’era una certa laconicità, una brevità nell’espressione che la rese unica nello stile di scrittura.

Ora dal volume “Dickinson. Poesie con il racconto di Franco Buffoni” edito da Giunti Demetra, cerchiamo di avvicinarci ai dieci percorsi di lettura della poesia della Dickinson attraverso l’analisi precisa e mirata del poeta e docente di critica letteraria, Franco Buffoni. Buffoni ci guida con dieci parole chiave a conoscere la poetessa statunitense, considerata tra i maggiori lirici del XIX secolo.

Dieci parole, dieci sentieri da intraprendere per una lettura attenta e approfondita dei versi di una donna schiva e riservata che ha segnato la storia della poesia: amore, libro, Bibbia, traduzione, realtà, congiunzione, estasi, rivelazione, viaggio, mistero.

La prima parole ‘amore’ ci fa intendere il profondo valore che la poetessa attribuiva a questo sentimento, intenso non nel lato erotico del termine, ma in un concetto platonico, spirituale, nel rispetto dei valori di un’educazione religiosa affine alla Bibbia. La vita di solitudine e isolamento dovuta soprattutto agli insegnamenti educativi morali e sociali impartiti dal padre, non le consentì un’adeguato sviluppo nei rapporti amorosi, tanto che rimasero misteriosi, quasi non svelati. Chi amò Emily oltre ai familiari resta un segreto, ma ciò che importa è come descrisse in poesia le sue emozioni legate all’amore.

Non poteva mancare tra le parole chiave il ‘libro’, leggere per la poetessa assumeva il significato di viaggio, evasione dalla propria condizione, è quindi una sorta di libertà necessaria, che la portò ad allargare orizzonti e a raggiungere il mondo, l’universo, senza uscire minimamente dalle pareti della propria stanza. Il libro non creava problematiche, non dava spiacevoli sensazioni legate al clima, il libro era una via di fuga discreta, piacevole e veloce, più di qualsiasi mezzo terreno.

La Bibbia, altra parola fondamentale, il Libro guida per eccellenza, doveva essere sempre il primo riferimento per ogni forma di azione e pensiero. Non seguire la Bibbia significava andare contro il bene della società e smarrire l’anima. La verità era infatti racchiusa nella Bibbia e le immagini contenute furono una grande fonte di ispirazione per le liriche di Emily. Lo stile della poetessa prende forma in un contesto dove i racconti biblici regolano il linguaggio, ed è per questo che è puro, essenziale.

La quarta parola da considerare è ‘traduzione’, il fatto di riuscire a comunicare agli altri, tradurre ciò che si percepisce è compito del poeta, che si trasforma in una sorta di tramite. Ecco allora che la poesia della Dickinson diventa atemporale, proprio per il fatto che si adatta al tempo che scorre, attraverso le numerose e diverse traduzioni che ne sono succedute.  La poesia di Emily allora è traduzione, infatti Buffoni scrive porprio questo: “la poetessa si impose come missione quella di rivelare verità metafisiche in linguaggio terrestre.”

E la traduzione si lega indissolubilmente alla parola ‘rivelazione’, in una lotta continua  e costante con la parola, che doveva in qualche modo trasmettere una verità.

Buffoni ci indica la modalità per capire la poetica della Dickinson e i dieci percorsi individuati risultano illuminanti per addentrarsi nelle sue opere. Il viaggio di Emily si compie in un volo tra visioni, estasi, metafore. La metrica assorbe distanze e confini dove l’ispirazione si fa vortice continuo, fino a chiarire il mistero dell’esistenza che non è altro che la consapevolezza della morte.

Leggere e riscoprire i poeti del passato non è solo un processo di crescita e apprendimento, diventa anche un modo per compiere un viaggio con la mente tra le parole di chi ci ha preceduto.