PD. UNA BUONA RAGIONE PER NON RITIRARE LA TESSERA DEL 2015

fabio baldassarri

DI FABIO BALDASSARRI

Sembra che qualche imbecille vada dicendo che dopo aver ricevuto tanto dal partito, il sottoscritto avrebbe dovuto ritirare la tessera del Pd 2014 anche con la leadership di Renzi. Ecco: per quelli come me (e sono tanti) la tolleranza che c’è nel Pd per questo tipo di imbecillità è un’altra buona ragione per non ritirare la tessera neppure nell’anno in corso. Siccome nel Pd ho ancora tanti amici/e e compagni/e con cui ho condiviso una passione politica e un impegno civile che viene da molto lontano, li informo che non mi auguro nè scissioni nè nuove formazioni di pseudo-sinistra: ce ne sono già state troppe e nessuna ha mai portato fortuna al mondo del lavoro al quale, da sempre, mi sento particolarmente legato. Auspicherei, invece, un processo di riunificazione molto largo (aperto anche alla parte migliore del socialismo democratico e laburista cui poter dare un contributo persino per non essere risucchiati nel riflusso in cui sembrano finiti i socialdemocratici tedeschi sulla questione greca). Purtroppo, però, l’attuale leadership del Pd si mostra inclusiva solo alla sua destra: guarda ai Verdini e, dopo la vicenda Rai, sembra tornata a rivolgersi direttamente a Berlusconi. Così gli altri, coloro che sono critici verso il renzismo da posizioni di sinistra, vengono sempre più gratificati da appellativi come ‘gufi’, ‘inclini al piagnisteo’ e ‘fomentatori di vietnam parlamentari’. È evidente, cioè, che se la pensi diversamente dall’Amato Leader, non sei ben accetto. E – questa è la mia opinione – non puoi stare dentro una casa in cui ti viene fatto capire, ogni giorno, che non sei ben accetto.
Per quanto riguarda, infine, ciò che ho ricevuto dal partito nel passato (per il Pd ho già detto e dunque mi riferisco solo al Pci/Pds/Ds) ho avuto sia schiaffi che carezze come è giusto che sia quando porti avanti delle battaglie e a volte le vinci e a volte le perdi, ma sempre con grande rispetto. E il saldo (a 70 anni lo si può ben fare) l’ho sempre considerato positivo a differenza di alcuni che hanno ricevuto più carezze di me, ma da anni se ne sono andati. Per quanto riguarda il resto (… perchè soprattutto a questo pensano gli imbecilli) sappiano che per lavorare a tempo pieno nel partito, mi sono licenziato diversi anni fa da un buon lavoro che già avevo (ho lavorato sia nell’industria che nel pubblico impiego). Ero consapevole che facendo questa scelta non avrei guadagnato più di un quinto livello metalmeccanico, ma mi stava bene così perchè queste erano le regole condivise e, anche come amministratori pubblico locale, al tempo, non si guadagnavo di più (anzi, talvolta il partito doveva integrarci lo stipendio). Oggi, peraltro, non rientro tra coloro che godono di vitalizi per cui la pensione è rimasta quella di un quinto livello metalmeccanico. Con ciò non ho niente di cui lamentarmi perché mia moglie per fortuna ha sempre lavorato e, dunque, insieme abbiamo accumulato prima i nostri stipendi e ora le nostre pensioni. Le stesse attività che attualmente svolgo (perchè a suo tempo mi è stato chiesto di mettere a frutto qualcuna delle esperienze che in tanti anni avevo accumulato) scadono con l’esercizio finanziario in corso. E, a 70 anni, per di più con qualche imprevisto e significativo malanno, non ho certo altra ambizione che quella di vivere il più possibile una serena vecchiaia.

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