DIGGING FOR FIRE

danilo masotti

DI DANILO MASOTTI

 

Ieri mi sono svegliato presto e sono andato in spiaggia che faceva ancora buio.
Maledetta insonnia.
In riva al mare solo io e quattro vecchi rompicoglioni, imprenditori del luogo con l’orologio d’oro, la pancia gonfia di aragoste e le Crocks comprate dal “marocchino”.
Mi sono seduto a terra e mi sono messo a scavare con le mani.

Dopo un paio d’ore, una buca enorme catturava l’attenzione dei bagnanti.
“Stai cercando l’acqua?” mi fa uno dei quattro dell’Ave Ninchi.
“No, sto cercando il fuoco”.

Mi guarda come si guarda un pazzo, ma non fa in tempo a dire nulla che dalla buca esce una fiammata che gli distrugge la montatura degli occhiali di tartaruga nuovi.
Poi prende fuoco la pineta, le case affittate ai villeggianti, le villette dei mascalzoni, i vestiti neri delle vecchie coi rosari, i rosari, l’acquaparco, il centro commerciale e i suv parcheggiati a pettine sotto le palme in cartongesso.

“È stato lui” grida indicandomi uno dei quattro dell’Ave Ninchi prima di venire gavettonato dall’aeroplanino della Protezione Civile carico d’acqua piovani, quella sonora.

La musica riempie la zona colpita dal disastro ambientale .
“Non dire cazzate, questo incendio è opera di Pipponio Pipponeschi e della sottovalutatissima mafia di Livorno” dice il signor Agostino Cerini, esperto di delinquenza locale e di adenoidi.
“È così” sentenzia un giovane carabiniere di Pisa, anche lui in vacanza qui con la sua pistola.

Al pomeriggio ho pranzato con una Redbull e dello speck, ho dormito quattro ore, ho mangiato del tonno guardando il tg di Mentana e verso mezzanotte sono andato allo Scurzonair, il locale dei più fighi. Durante il concerto dei Daft Punk ho rubato un portafogli a una vecchia mia coetanea solo perché aveva detto “Speriamo che facciano Sexy Boy”. Comunque non l’hanno fatta.

Sono stato lì fino alla fine per controllare che fossero sul serio gli Air e non due p.r. col casco (era già accaduto ad Avignone).
Stremato, alle cinque sono andato a letto e prima di addormentarmi ho pensato “Sono capaci tutti di cercare l’acqua”.