FERRAGOSTO A PRAIA A MARE:NON SOLO MARE

francesca lagatta

DI FRANCESCA LAGATTA

Sono le cinque del mattino, sulla via principale di Praia a Mare. Io ho finito il mio turno di lavoro, dopo che nel pomeriggio mi sono resa utile per la società, almeno spero. Sono molto stanca ma felice. Al ritorno a casa, dicevamo, sono costretta a fermarmi perché una banda di ubriachi sicuro, drogati non lo so, ha deciso di sostare al centro della strada. Altri hanno occupato invece il marciapiede a destra. Sono almeno quattro auto. Sono tranquilli, noncuranti di quello che succede dietro. L’alcool ti fa sentire il padrone del mondo. In un’auto alla mia sinistra qualcuno si sente male, ma nessuno si preoccupa, piuttosto i coglioni ridono. I carabinieri hanno effettuato posti di controllo fino a notte fonda, hanno girato per la cittadina con i lampeggianti accesi e li ho visti ancora controllare la situazione dieci minuti prima di mettermi in macchina. Ma questi sono come l’acqua, ubriachi ovunque, in tutte le stagioni, non li puoi prendere, e più cerchi di stringerli più ti scappano dalle mani. Ho temuto per qualche istante che ci fosse in atto una rissa. Mi sono spaventata, ho temuto che qualcuno estraesse coltelli e pistole. D’altronde oggi è 15 agosto e da tre anni qui la coltellata ferragostana tra famiglie di clan opposti è diventata una triste ricorrenza. Omicidi a parte, quella è ancora un’altra storia. La gente forse non lo sa, ma in questi giorni si vocifera della presenza di almeno una ventina di… nomi di spicco della camorra, e non solo, tra Praia e Tortora. Ma immagino che siano anche di più. Le auto davanti a me erano tutte di grossa cilindrata. I proprietari, visibilmente alterati, guardavano uno per uno i volti delle persone in fila ad aspettare, con aria di sfida. Il sangue mi si è gelato. Saranno stati venti secondi, ma lunghissimi. Nessuno ha suonato il clacson, nessuno ha proferito parola. Abbiamo atteso che i gran signori si decidessero a farci passare. Poi si sono allontanati sfrecciando, a dare fastidio chissà dove.
Ecco, a chi mitizza gli eroi di cartone, a chi ridicolizza le forze dell’ordine come fossero loro il problema, a chi scambia la libertà per libertinaggio, a chi si lascia trasportare senza reagire, a chi si fa trascinare, a quei genitori troppo distratti e permissivi, a quelli troppo presi da altro, a chi predica senza guardare in faccia la realtà e soprattutto ai giovani che rischiano la vita tutte le sere mettendo a repentaglio quella degli altri, giunga, per quel che può servire, un mio calorosissimo vaffa. Questi sono l’emblema di una intera società, questi sono i giovani del futuro. E infatti…

foto di Francesca Lagatta.