DON ABBONDIO E IL RE DI ROMA CASAMONICA

antonella soddu

DI ANTONELLA SODDU

“Io non son nato con un cuor di leone… Il mio sistema è di scansar tutti i contrasti e di cedere, in quelli che non posso scansare…” disse così Don Abbondio. E deve esser proprio quello che ha pensato il parroco che ha celebrato le esequie di Casamonica. Lo avete sentito nel suo rispondere al giornalista che gli ha chiesto il motivo per cui non ha rifiutato di celebrare? – “Lei al posto mio cosa avrebbe fatto?” Eh, appunto. Cosa avrebbe fatto, cosa avremo fatto ? Siamo certi che oramai vige la regola del fai finta di nulla. Meglio non sapere e andare avanti. Scansare, appunto tutti i contrasti. Provate solo per un attimo ad immaginare il dialogo tra parenti e/o amici di Casamonica e il Parroco.
– Signor Curato….
– Cosa comandano ?
– Il re di Roma Don Vito Casamonica dopo aver conquistato Roma devo conquistare il Paradiso. Lei ha intenzione di dargli l’estrema benedizione…
– Cioè…, lor signori son uomini di mondo, e sanno benissimo come vanno queste facende; il povero Curato non c’entra, fanno i loro pasticci tra loro, e poi…e poi vengon da noi come s’anderebbe al banco a riscoter; e noi… siamo i servitori del comune
– Or bene, questo funerale sa da fare..
Ecco, hanno vinto i Casamonica … i tanti Casamonica uomini di chiesa e di politica. Lo spettacolo offerto al mondo è la conferma di un paese che vive assuefatto al potere della corruzione. C’è poco da dire. Manzoni docet.

http://images.roma.corriereobjects.it/methode_image/2015/08/20/Roma/Foto%20Gallery/LAPR0384.JPG