ERANO IN TANTI A SAPERE DEL FUNERALE CHE NEGAVA LA MAFIA

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DI LUCA SOLDI

Molti sapevano. Non potevano non sapere. Non occorre una mente eccelsa per dirlo. Ed e’ logico che nessuno voglia ammetterlo. Che non si poteva immaginare e che figurarsi se qualcuno poi possa aver autorizzato quel clamoroso funerale che ci sta facendo diventare ridicoli agli occhi di tutto il mondo.
Il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, aveva debolmente scaricato le responsabilità dando la colpa ad una «falla comunicativa»  e ciò avrebbe impedito d’intervenire tempestivamente. In sostanza. la solita motivazione fornita dallo stesso sostiene il Vicariato di Roma così come pure il Campidoglio. Eppure qualcosa non torna.
Perché la notizia era nota. Addirittura erano circolate anche carte che documentano ufficialmente il funerale e la probabile sceneggiatura.
Di una figura di spicco, rilevantissima nel panorama criminale cittadina.
Addirittura c’è una autorizzazione da parte della Corte d’appello di Roma, datata 19 agosto che ha autorizzato tre membri della famiglia Casamonica, agli arresti domiciliari, a partecipare alle esequie. Autorizzazione confermata dagli avvocati dei tre e che poi era stata affidata ai carabinieri di Ciampino e di Tor di Valle per effettuare tutti adempimenti necessari.  Anche i vigili urbani sono coinvolti nella polemica. Erano loro a fare da scorta al corteo composto dalla carrozza con il feretro, trainata da sei cavalli neri e da dodici suv stracolmi di fiori che hanno percorso mezza capitale per arrivare, in pompa magna, dopo dieci chilometri, alla chiesa di San Giovanni Bosco.

Dunque anche la presenza dei vigili urbani smentisce le prime dichiarazioni arrivate dal Campidoglio e mette in luce il fatto che per forza, al comune, qualcuno doveva essere per informato dell’evento. Non si spiegherebbe, altrimenti, la presenza della polizia locale nel corteo funebre.Fra tutte le dichiarazione politiche, una che spicca fra le altre. Rosy Bindi, presidente dell’Antimafia, ha dichiarato, dando una stoccata alle autorità religiose: “A Roma la mafia c’è come in altre parti d’Europa e del mondo. Dobbiamo attrezzarci per combatterla tutti, compresa la Chiesa. Abbiamo applaudito le parole di papa Francesco quando ha scomunicato i mafiosi, è necessario che sul piano pastorale si traggano le conseguenze delle parole del Papa”.
Intanto l’unico a pagare e’ stato il pilota dell’elicottero che dall’alto ha distribuito i petali di rosa sul corteo funebre. Per lui la sospensione dell’abilitazione al volo. E per tutti gli altri?

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