L’ARROGANZA DEL POTERE MAFIOSO NEI FUNERALI DI CASAMONICA

francesca lagatta

DI FRANCESCA LAGATTA

È da ieri che ci penso. I cavalli, le carrozze, i petali di rosa, le gigantografie appese ai muri, la musica di sottofondo, le parole del parroco: “Lo rifarei. Vittorio Casamonica era un cattolico praticante”. Un figlio a cui sono stati concessi i domiciliari per prendere parte alla cerimonia funebre, i vigili che deviano il traffico e una richiesta fissata dal 18 agosto scorso.

Mi sento impotente davanti a questa arroganza. Mi sento offesa e calpestata come cittadina e come credente. Quello che è successo ieri è molto più tragico di quel che potete immaginare. Definirla una associazione a delinquere di stampo mafioso è un eufemismo. Sapevano tutto, tutti. Erano tutti d’accordo. Chiesa, Prefettura, Ministero dell’Interno, Questura, Magistratura, massoneria deviata e Servizi Segreti.

Siamo in mano alla massomafiapolitica. La sua forza è inarrestabile e prevaricante, e noi ieri abbiamo perso tutti.

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