INTERNET E LE NOSTRE GRANITICHE OPINIONI

Davide Enia

DI DAVIDE ENIA

Perché poi internet ha questa enorme colpa: permette a chiunque di formulare un giudizio su un quadro o una scultura per averlo visto on line. «Magritte? Fumettoso. Giotto? Scialbo. Pollock? ‘Un si capisce nìante. Picasso? Piccirìddume».
E fin qui, rimane la figura del cretino.
Poi però si arriva a discutere di politica e approda a temi enormi, per esempio la migrazione.
«Eh, ma ho letto su internet – fonte: fasciodistaminchia.org – che sono gli americani che pagano i libici che pagano l’africani per rubarci il nostro lavoro e le nostre donne».
Virtù mai troppo elogiate: l’arte di tacere quando si ignora l’argomento di discussione. Dove per «tacere» è da leggersi «non digitare».
Corollario number one: non finisce il mondo se non abbiamo una opinione granitica su tutto.

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