SANITA’. COME RISPARMIARE 6,9 MILIARDI TRA RICOVERI ED ESAMI INUTILI

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DI CHIARA FARIGU

Secondo un’indagine realizzata dall’osservatorio Netics, un organismo indipendente finanziato da una decina di aziende del settore digitale, farmaceutico e medicale, sul capitolo sanità potrebbero essere risparmiati ben 6, 9 miliardi l’anno, migliorando al contempo i livelli di assistenza. E tutto questo grazie al supporto della tecnologia. In pratica, lo studio, ha evidenziato come applicare alla sanità pubblica strumenti e pratiche già in uso in quella privata. Dove i conti sull’efficienza li sanno fare benissimo. Nel dettaglio, questi i campi d’azione su cui è possibile intervenire:

1) RIDUZIONE DELLE PRESCRIZIONI INAPPROPRIATE , vale a dire di quelle indagini a scopo preventivo note come “medicina difensiva”. Una tac, per esempio, potrebbe essere sostituita da strumenti digitali come l’ Ebm (evidence based medicine, la medicina basata sulle prove), che aiutano nella diagnosi. Si tratta di enormi archivi elettronici di dati su casi simili che possono fungere da supporto alle decisioni, riducendo del 25% i fenomeni di prescrizioni inutili. Tra farmaci, esami, visite e ricoveri, un risparmio di 2,5 miliardi.

2) LA TELEMEDICINA, OVVERO L’ASSISTENZA A CASA. Riducendo le giornate di ricovero post interventi e per le riabilitazioni, come sperimentato da alcune regioni virtuose. Il saldo, al netto dei costi per le tecnologie, ammonta a 1,4 miliardi.

3) LE FORNITURE. E’ risaputo, perché più volte denunciato, che i prezzi di beni e servizi (pasti, servizi di lavanderie e pulizie) tra le 157 Asl e le 90 aziende ospedaliere siano molto diversi tra loro. Qui i risparmi, a regime, potrebbero ammontare a 11 miliardi l’anno, ma secondo l’osservatorio Netics è lecito ipotizzare che fin da subito se ne potrebbero recuperare tre.

Paolo Colli Franzone, direttore dell’istituto Netics consegnerà quanto prima i risultati di questo studio a Yoram Gutgeld, commissario alla revisione della spesa al fine di avviare le giuste procedure per tramutare in risparmi tutti gli sprechi nel settore sanità. Mentre sul terzo punto possiamo concordare unanimamente che occorre vigilare sugli sprechi, sui primi due ci si augura che la mannaia del risparmio non corrisponda in una riduzione dei servizi per il cittadino che, ancora una volta dovrebbe ricorrere alla sanità privata.

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