LA BANDIERA PALESTINESE SVENTOLERA’ ALL’ ONU

marisa corazzol

DI MARISA CORAZZOL

L’Assemblea generale dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), il 10 settembre u.s., ha autorizzato i palestinesi ad alzare la loro bandiera davanti alla sede dell’Istituzione stessa a New York. Si tratta, tuttavia, di una vittoria diplomatica assolutamente simbolica nella campagna tesa al riconoscimento dello Stato di Palestina. La risoluzione dell’ Assemblea generale dell’ ONU, che richiede che le bandiere degli Stati non membri dell’ONU ed aventi lo statuto di “osservatori”  “siano issate nella sede e negli uffici delle Nazioni Unite al seguito delle bandiere degli Stati membri” è stata adottata con 119 voti a favore, su 8 contrati e 45 astensioni, sui 193 Paesi membri.

Il via libera è quindi arrivato dall’Assemblea generale, che ha approvato la risoluzione che dà all’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) e al Vaticano – gli unici due paesi con lo status di osservatore non membro – il diritto di issare la propria bandiera. La risoluzione è stata approvata con 119 voti a favore e otto voti contrari. Tra gli Stati che hanno votato contro ci sono Israele e gli Stati Uniti. Mentre le astensioni sono state 45.
Gli europei hanno votato – tanto per cambiare – in ordine sparso, malgrado gli sforzi profusi per trovare una posizione comune. L’Italia ha votato a favore, come la Francia, la Svezia, la Spagna, l’Irlanda, la Slovenia, il Lussemburgo, Malta e la Polonia. La Germania si è astenuta, come si sono astenute l’ Austria, la Finlandia, i Paesi Bassi e Cipro.

La lotta palestinese continuerà” – ha commentato il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas – “finché la nostra bandiera non sarà issata sulla nostra città eterna di Gerusalemme occupata. Alcuni paesi hanno accettato di difendere i diritti del nostro popolo“.

Il via libera dell’Onu alla risoluzione ha riscosso reazioni positive da parte di tutta la leadership palestinese. Il premier Rami Hamdallah, da Parigi, ha definito il voto “un passo lungo la strada che porterà la Palestina a diventare membro a tutti gli effetti delle Nazioni Unite”.
La mozione è “una cosa simbolica, ma rappresenta un altro step per consolidare i pilastri dello Stato di Palestina nell’area internazionale”, ha commentato Riyad Mansour, il rappresentante diplomatico palestinese all’Onu. Il ministro degli Esteri, Riad al-Malki, ha definito il voto un “momento storico” e ha ringraziato i Paesi che si sono espressi a favore della risoluzione che rappresenta un “messaggio di speranza” per i palestinesi. “La bandiera palestinese simboleggia la lotta e i sacrifici del nostro popolo”, ha sottolineato.

L’ambasciatrice degli Stati Uniti presso l’ ONU, Samantha Power, ha invece affermato che il fatto di « issare la bandiera palestinese non sostituisce i negoziati fra Israele e Palestina e non riavvicinerà i due paesi alla pace». « Nessun voto può trasformare un gesto simbolico insensato in uno Stato», ha aggiunto l’ambasciatore israeliano, Ron Prosor.
L’ambasciatore francese, François Delattre ha sottolineato che « questa bandiera è un simbolo forte, una luce di speranza» per i palestinesi nel momento in cui il processo di pace è in panne ed in cui Israele « continua una colonizzazione illegale in Cisgiordania”.

L’ONU ha adesso venti giorni per prepararsi ad issare la bandiera palestinese. I palestinesi, dal canto loro, sperano che ciò avvenga in occasione della venuta a New York – a fine settembre – del loro Presidente, Mahmoud Abbas che parteciperà alla sessione annuale dell’ Assemblea generale e ad un summit sullo sviluppo sostenibile in cui pronuncerà un discorso davanti all’ Assemblea stessa, proprio il 30 settembre.

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