PROFUGHI. UNA VERGOGNA CHIAMATA EUROPA

Amedeo Ricucci

DI AMEDEO RICUCCI

DA PATOVAC. CROAZIA

Altro che corridoio umanitario, quella che vediamo, giorno dopo giorno, è una deportazione in piena regola. Alla frontiera serbo-macedone abbiamo marciato per 2 ore e mezza, di notte, al buio, in mezzo ai campi. Stamattina, 40 minuti in fila indiana sotto il sole a picco e poi 4 ore di attesa alla frontiera fra Serbia e Croazia. Con noi anziani, donne e bambini, siriani soprattutto. Che la nostra Europa a parole vorrebbe accogliere ma col minimo sforzo. E infatti la sua è una solidarietà “pelosa”, che non ci fa certo onore

La VERGOGNA l’ho vista oggi nel campo di Patovac, in Croazia. Qui sono stati ammassati come animali 4000 profughi siriani, guardati a vista dalla polizia in tenuta anti-sommossa e assistiti solo da un pugno di volontari e UNHCR. Ho visto uomini e donne piangere e disperarsi perché nel caos più totale le famiglie venivano smembrate senza una logica e, soprattutto, senza sapere se e quando si sarebbero potute riunire. “Perché'” si chiedevano tutti – perché ci fate questo?”. Ed io mi sono vergognato, stavolta, di essere europeo.

foto di Amedeo Ricucci.
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