I GARANTI E GLI ARBITRI

cinzia niccolai

DI CINZIA NICCOLAI

Molto azzeccato paragonare Grasso all’arbitro Moreno da parte del M5S. Con il ricorso a canguri e tagliole, in nome di una velocità del procedimento inopportuna, abbiamo visto di tutto pur di non consentire un ampio dibattito che sulla materia costituzionale non solo è auspicabile ma doveroso. Bisogna però ammettere che peggio di Grasso sta facendo quello che è l’arbitro supremo di ciò che riguarda la Costituzione. Mi riferisco al Presidente della Repubblica, a quello che dovrebbe essere il sommo garante della carta costituzionale, ruolo vacante dal 2006 ad oggi. Un parlamento illegittimo, in quanto eletto con una legge incostituzionale (porcellum), modifica la costituzione su proposta di un governo non eletto dai cittadini (che la impone al parlamento espropriandolo delle sue funzioni), grazie ad una maggioranza raccogliticcia di parlamentari, tra cui i verdiniani, passati da uno schieramento di centro destra ad uno di centro sinistra, il cui unico dichiarato scopo è fare politica non per rappresentare il popolo sovrano ma i propri porci interessi. E tutto questo avviene con la massima fretta, impedendo gli approfondimenti che i padri e le madri costituenti avevano previsto per le modifiche costituzionali, grazie ad interpretazioni fantasiose in senso restrittivo del regolamento parlamentare. Ma nonostante ciò LUI tace e si volta dall’altra parte. A questo punto non basta più RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE a dovremmo anche ATTACCARE, ATTACCARE, ATTACCARE.