L’EUROPA USA L’ARMA DELLA “PAURA DEL TERRORE” PER TOGLIERCI QUEL POCO DI LIBERTA’ CHE CI E’ RIMASTA

carmen vurchio

DI CARMEN VURCHIO

Partiamo dalla convenzione di Schengen: “Un trattato che coinvolge sia Stati membri dell’Unione europea, sia Stati terzi”. Scopo della convenzione: “eliminare i controlli delle persone alle frontiere comuni e introdurre un regime di libera circolazione per i cittadini degli Stati firmatari, degli altri Stati membri della Comunità o di Paesi terzi”.
Una convenzione importante che ha concesso al cittadino la libertà di movimento. Libertà che l’Europa sta mettendo in discussione, “usando” l’arma della paura del terrorismo.
La presidenza lussemburghese che guida l’Ue, ha stilato una bozza che in pratica cancellerebbe Schengen e trasformerebbe l’Europa in una fortezza invalicabile.
Chi viene o torna da Schengen va passato ai raggi x.
Così recita la proposta all’esame dei 28 paesi membri: “Occorre attuare immediatamente i necessari controlli sistematici e coordinati alle frontiere esterne, anche sugli individui che beneficiano del diritto della libera circolazione”.
Vogliono toglierci il respiro, vogliono impedirci di viaggiare liberamente, vogliono controllare ogni nostro passo, ogni nostro movimento, con la scusa di voler individuare il terrorista che si nasconde tra noi: “Ci sono miliziani islamici nati in Europa e quindi con passaporto europeo”.
La bozza sarà presa in esame domani, nel corso di una riunione straordinaria dei ministri degli Interni Ue, a Bruxelles, bozza anticipata dal quotidiano La Stampa, che ne ha ottenuto una copia.
– “Registro europeo dei nomi dei passeggeri” – In pratica tutte le persone che viaggeranno saranno schedate e i loro dati saranno messi a disposizione delle autorità. I controlli riguarderanno anche i cittadini europei. Conteranno i viaggi, controlleranno le località di partenza e destinazione, la fedina penale. Dovremo spiegare perché viaggiamo, con chi viaggiamo, quanto viaggiamo, come paghiamo. Più che una lotta al terrore, mi sembra la ricerca del piccolo evasore.
– “L’Europa? Una fortezza” – Occorre rafforzare i controlli alle frontiere, soprattutto a quelle esterne, quelle che fanno i conti giornalmente con l’ondata dei migranti. Non è chiaro il trattamento che sarà riservato a questi disperati. Sicuramente soggetti a registrazione, tramite le impronte digitali. Controlli o chiusura delle frontiere magari con la costruzione di muri invalicabili? Lotta al terrorismo o al migrante? Diffidate gente, diffidate.

– “Nel 2016 nascerà il Centro europeo antiterrorismo”. “Gli Stati si impegnano a far il massimo uso di queste capacità; potranno aumentare lo scambio d’informazioni sulle inchieste antiterrorismo”. Sia chiaro, Potranno e non Dovranno.
Il cittadino deve dire sì alla limitazione della sua libertà, per evitare nuove stragi terroristiche. Chi il terrorismo deve sconfiggerlo, può scegliere se collaborare o meno. D’altronde, si tratta d’informazioni riservate, spesso segrete. Oggi “solo cinque stati su 28 informano l’Europol dei loro dossier antiterrorismo”. Qualcuno dovrebbe spiegarmi perché domani tutto dovrebbe cambiare, dato che nessuno ha l’obbligo di eseguire gli ordini.

E poi i due punti più importanti per la lotta al terrorismo:
– “tracciare le armi”
– “offensiva finanziaria”
Peccato che siano i due punti meno chiari, forse perché non riguardano il singolo cittadino ma il Dio denaro.
Per la circolazione di armi occorre “alzare il livello d’attenzione”, magari senza frenare il business legato al commercio della armi da fuoco e senza far saltare i nervi ai leader dei Paesi del Medio Oriente.
Ancor più ridicolo il capitolo sull’ “offensiva finanziaria”: “l’auspicio è quello di una cooperazione nella supervisione dei movimenti di capitali”. Auspicio.
A noi comuni mortali controllano ogni singolo movimento bancario, controllano ogni singolo viaggio, controllano tutto e non smetteranno mai di farlo, bruciano i nostri diritti, prendono a calci la nostra privacy, togliendoci la libertà che non riesce a toglierci il terrorista, quasi fossimo noi i nemici da sconfiggere. Loro no, loro possono scegliere. Si spera che collaborino ma se non dovesse accadere, amici come prima.
Con la scusa dell’Isis, l’Europa ci ferisce. Lo fa per far crescere e lievitare in noi, odio nei confronti dei terroristi, perché “è colpa loro se siamo ridotti così”; lo fa per ottenere il nostro consenso alle sue assurde guerre, un tempo mascherate da missioni di pace, oggi chiamate col proprio nome: bombardamenti. Lo fa per non farci piangere le vittime innocenti di questi conflitti, che non puntano a eliminare il male ma a portare a casa grandi risultati economici. Soldi sporchi di sangue, che nessuno controllerà mai.

foto di Carmen Vurchio.