INFLUENZA: LA GRANDE FUGA DALLE VACCINAZIONI. TRA UN MESE IL PICCO E MEZZA ITALIA SARA’ KO

chiara farigu

DI CHIARA FARIGU

La campagna anti-vaccini che impazza nel web prosegue indisturbata nell’opera allarmistica. E annovera al suo seguito sempre più proseliti. Così, com’è avvenuto per la prima infanzia, la disaffezione ai vaccini è elevata anche per quelli antinfluenzale. Con il conseguente calo della copertura e del numero degli immunizzati di oltre il 30%. I dati dicono che solo il 13% degli italiani ha scelto di vaccinarsi contro l’influenza, contro il 19% degli anni precedenti. E paradossalmente hanno smesso di vaccinarsi proprio coloro che ne avrebbero maggiormente bisogno: gli anziani over 65

Complice il tempo mite di questo novembre, il picco stagionale per l’influenza è previsto tra gennaio e febbraio, quando, secondo le stime dell’Istituto superiore di Sanità, mezza Italia sarà messa ko.

Claudio Cricelli, presidente della Simg, la Società italiana di medicina generale, suggerisce le categorie a rischio, come bimbi e anziani, a non sottrarsi al vaccino: “L’antinfluenzale è gratuito per gli under 65 e per tutti i malati cronici, in particolare diabetici, immunodepressi gravi, affetti da malattie respiratorie e cardiovascolari, malati di tumore”. Per i bambini dai sei mesi in su si paga ma, aggiunge, sarebbe consigliabile vaccinarli perché non avendo visto prima il virus le loro difese immunitarie non si attivano, rendendoli più vulnerabili”.

Per questi soggetti a rischi sono pericolose soprattutto le complicanze. Le morti direttamente correlate all’influenza lo scorso anno sono state “solo” 163, ma Walter Ricciardi, presidente dell’Iss, stima che quelle correlate siano almeno 8mila, a causa soprattutto di complicazioni del sistema respiratorio e cardiovascolare. Sul piano economico poi i 4,3 milioni di italiani allettati dall’ “australiana” lo scorso anno hanno perso circa 10 milioni di giornate di lavoro, facendo gettare al vento qualche miliardo, stimano sempre all’Istituto.

E quest’anno potrebbe andare anche peggio. Ma non tutto è perduto. «Questo è il momento buono per vaccinarsi perché il picco dell’influenza arriverà tra un mese, due e il vaccino impiega 15 giorni per fare effetto», spiega il presidente dell’Ordine dei medici di Napoli, Silvestro Scotti. Che ricorda come quest’anno sia disponibile anche un vaccino «rinforzato» per gli anziani, «in grado con un coadiuvante di stimolarne maggiormente la risposta immunitaria».

Contro l’influenza stagionale è necessario che tutti seguano alcune semplici misure di protezione individuale, come coprirsi la bocca e il naso quando si tossisce o si starnutisce, lavarsi spesso le mani e usare la mascherina nei luoghi di cura come gli ospedali.

Non è mai superfluo ricordare che vaccinarsi è un dovere sociale e che bisogna diffidare di informazioni fai da te tendenti a diffondere falsi e inutili allarmismi.

foto di Chiara Farigu.