LUIGI AMICONE SI SCUSI CON NUZZI E FITTIPALDI. PUO’ CAPITARE DI ESPRIMERSI MALE

Corrado Giustiniani

DI CORRADO GIUSTINIANI

Luigi Amicone sarà pure direttore di Tempi (testata che sinceramente non conosco) ma credo che di inchieste giornalistiche, in vita sua, ne abbia fatte ben poche. Ieri, su La7, si è permesso di ridicolizzare i libri di Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi definendoli “non frutto di un lavoro d’inchiesta, ma di uno svuotamento di banca dati”. E non bisogna avere forse contatti eccellenti e credibilità professionale, per arrivare a chi ti fornisce questi dati? E una volta ottenuti, non bisogna forse trovare collegamenti e riscontri? Nella seconda metà degli anni ’90, sul Messaggero, mi occupai intensamente di evasione fiscale e riuscii a trovare la notizia dell’infedeltà tributaria di Luciano Pavarotti. Chiaro che qualcuno da dentro mi passò il dato. Non potevo mica fare irruzione nel ministero delle Finanze (l’Agenzia delle Entrate non c’era ancora) aprendo cassetti e scartabellando archivi. Telefonai alla moglie di allora del famoso tenore e riuscii a capire che la notizia era vera. Con una certa dose di rischio, pubblicai il dato. E’ sempre così per chi trova una notizia: c’è sempre una fonte interna interessata a fornirtela, ma la dà a te perché si fida, perché ti sei conquistato una credibilità, perché ci stai lavorando sopra. E tu devi cercare di verificarla. Fai una cosa, Luigi Amicone: telefona a Nuzzi e Fittipaldi, e chiedi scusa. Ti eri espresso male, alle volte capita.