SENZA UN EURO, COSI’ NON ME LO PORTANO VIA

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DI MARCO GREGORETTI

 

Sono contento di essere senza un euro. Veramente contento. Così non me lo possono portare via. Però, mi stupiscono due cose delle azioni-reazioni dei cittadini italiani: cadere ancora, dopo Cirio, dopo Parmalat, dopo Lehmann Brother, nella trappola dei direttori di banca e poi limitarsi a quattro cartelli davanti a Montecitorio. Forse non è il Palazzo della politica il bersaglio giusto e neanche quello simbolico. Personalmente cercherei l’indirizzo del direttore.

Detesto la strumentalizzazione politica (Movimento Cinque Stelle) e giornalistica (Il Fatto quotidiano, dove peraltro lavorano fior fiore di giornalisti economici provenienti anche dalle testate pagate dalle banche), sulla pelle di cittadini incauti truffati: le urla dei grillini e dei fattoquotidianisti servono solo a vendere qualche copia in più del giornale e forse a far ottenere qualche voto, ma non porteranno alcun beneficio ai poveri investitori. Furono molto più onesti Bruno Tassan Din e Licio Gelli che restituirono la loro parte di soldi ai piccoli azionisti del Banco Ambrosiano