BETLEMME TORNA A TOCCARE DI NUOVO IL CIELO GRAZIE AL LAVORO DI TANTI MAESTRI DEL RESTAURO ITALIANI

luca soldi

DI LUCA SOLDI

Betlemne tocca di nuovo il cielo grazie al lavoro di tanti artigiani pratesi che si sono impegnati nel restauro della Basilica della Natività. E proprio la notte di Natale ha reso più vivo e vicino l’avvicinarsi, il compenetrare, di questo luogo con uno momenti più belli della religiosità.
Tanti fedeli, di fronte a tanta bellezza ritrovata, hanno potuto riconoscere le suggestioni dei secoli passati, quando questa cattedrale della cristianità era appena costruita.
In quel luogo dove secondo la tradizione sarebbe nato Gesù e oggi uno dei simboli più importanti della cristianità, non sono certo conclusi, ma il tetto, i mosaici ritrovati, già da soli sono sufficienti a ridare anima a questo luogo fondamentale per ben tre religioni.
Con orgoglio i lavori vengono portati avanti dalla Piacenti s.p.a., l’azienda leader mondiale nelle grandi opere di restauro con sede a Prato che dal 2013 sta’ portando avanti il restauro della Basilica della Natività di Betlemme.

Costruita nel 330 grazie alla sensibilità della madre di Costantino, Elena, la Basilica fu ultimata nel sesto secolo dall’imperatore Giustiniano e nel corso dei secoli ha subito modifiche e danneggiamenti dovuti ad agenti naturali, ma anche alle violenze che hanno da sempre interessato la regione.

“La prima parte del restauro ha visto la messa in sicurezza del tetto, cercando di salvaguardare la struttura originale attraverso una serie di interventi che hanno coinvolto le migliori competenze italiane”, ha spiegato orgoglioso Piacenti durante l’incontro realizzato a Prato la scorsa settimana.
Tra le tecniche utilizzate, spiccano il rinforzo dell’ossatura lignea attraverso inserti in metallo, sviluppata dalla Piacenti stessa, e un particolare tipo di colla creata dalla Mapei in collaborazione con il Centro Nazionale di Ricerca (Cnr).
Altro punto essenziale e’ stato l’intervento sugli splendidi mosaici rappresentati sulle pareti: “Abbiamo iniziato il restauro e la preservazione di mosaici di una fattura assolutamente sublime”, afferma il titolare, raccontando della lunga tradizione della Piacenti, iniziata con il bisnonno Vincenzo nel 1875 e continuata negli anni grazie alle competenze professionali non solo dei grandi maestri del restauro toscani.

L’intervento di restauro della Basilica non coinvolge solo l’eccellenza del restauro o anche i materiali e le attrezzature – spesso molto costose e create per l’occasione – arrivano e sono state concepite in Italia, spiega Piacenti, che ci tiene a sottolineare come il know how italiano in questo campo, non sia secondo a nessuno a livello mondiale. “Le difficoltà di operare a Betlemme sono varie”, ha detto Piacenti menzionando le recenti violenze che stanno coinvolgendo Israele e Palestina “ma la popolazione palestinese ci ha accolto a braccia aperte”. La supervisione dei lavori – che ad oggi hanno raggiunto 15 milioni di euro di budget – è affidata all’Autorità nazionale palestinese (Anp), guidata dal primo ministro Rami Hamdallah.
Nei mesi scorsi ha seguito i lavori anche il regista pratese Tommaso Santi, che sta’ ultimando i lavori di montaggio di una pregevole opera di documentazione che verrà resa pubblica nei prossimi mesi.
Santi ha dichiarato:
“Betlemme, XXI secolo, il restauro della Basilica della Natività: un’impresa italiana, la Piacenti spa, che ha allestito un cantiere di artigiani, che con vecchie e nuove tecnologie intervengono su un luogo simbolo dell’umanità, in una terra che per ragioni sociali, politiche e religiose è da sempre al centro della Storia“.
L’opera, il documentario realizzato da Santi e’ stato illustrato durante l’incontro organizzato dall’Associazione Pro Pace in Terra Santa, del 22 dicembre scorso nella sala capitolare di San Domenico.
“Il restauro -ha spiegato Tommaso Santi – è iniziato nel 2013, voluto dallo Stato Palestinese e dalle tre Chiese che gestiscono la Basilica della Natività: la Chiesa Cattolica, quella Greca Ortodossa e quella Armena. Il lavoro è cominciato con la sostituzione del tetto e il recupero delle capriate della chiesa, è proseguito con il recupero dei mosaici Bizantini e delle pareti interne. “Restaurare il cielo” (questo sarà’ il titolo del documentario) mostrerà come è avvenuto un restauro epocale e insieme racconterà il contesto in cui esso è inserito”.

foto di Luca Soldi.