IL NATALE DI PAPA FRANCESCO, IL CUORE E LE PREGHIERE PER GLI “ULTIMI”

dario caputo

DI DARIO CAPUTO

Papa Francesco, il Santo Padre venuto da lontano che con il suo spirito battagliero e rivoluzionario lancia perennemente pesanti moniti contro i “potenti” del pianeta, invitandoli a fare sempre di più per la pace tra i popoli e ad impegnarsi per salvaguardare la Terra dai continui cambiamenti climatici che la mettono in pericolo. Nella sua omelia in occasione del Natale in una Piazza San Pietro gremita da migliaia di fedeli, Bergoglio si scaglia contro le atrocità che hanno colpito la popolazione europea e mondiale nell’ultimo periodo soffermandosi anche sui cristiani perseguitati in varie zone della Terra arrivando a definirli i “martiri dei nostri tempi”. Il Pontefice si sofferma sulla questione che da decenni insanguina il conflitto tra Israele e Palestina, ricordando che nel territorio “dove è nato Gesù continuano tensioni e violenze e la pace rimane un dono da invocare e da costruire. Possano Israeliani e Palestinesi riprendere un dialogo e giungere ad un’intesa che permetta ai due Popoli di convivere in armonia, superando un conflitto che li ha lungamente contrapposti”.

Spostando poi l’attenzione su di un’altra zona calda e ad alta tensione, Bergoglio spinge affinchè “l’intesa raggiunta in seno alle Nazioni Unite riesca quanto prima a far tacere il fragore delle armi in Siria e a rimediare alla gravissima situazione umanitaria della popolazione stremata”. Tra i temi toccati dal Pontefice anche quello del problema occupazionale che attanaglia diverse generazioni sottolineando che “in questo giorno di festa, il Signore ridoni speranza a quanti non hanno lavoro, e sono tanti, e sostenga l’impegno di quanti hanno responsabilità pubbliche in campo politico ed economico affinché si adoperino per perseguire il bene comune e a tutelare la dignità di ogni vita umana”. Nel rivolgere poi il suo pensiero ai carcerati Bergoglio invoca l’intercessione e l’amore di Gesù, così da poter “sperimentare il suo amore misericordioso che sana le ferite e vince il male. Dove nasce Dio, fiorisce la misericordia. Essa è il dono più prezioso che Dio ci fa, particolarmente in questo anno giubilare, in cui siamo chiamati a scoprire la tenerezza che il nostro Padre celeste ha nei confronti di ciascuno di noi”.

Il suo pensiero e il suo cuore sono sempre rivolti ai più bisognosi e agli emarginati, a tutti quelli che vivono in condizioni disumane e a cui Bergoglio rivolge i suoi abbracci e le sue carezze non solo in senso figurato. Durante i suoi viaggi pastorali si immerge completamente in queste situazioni non disdegnando mai il contatto fisico; il Santo Padre apre il suo cuore “ai più indifesi, soprattutto ai bambini soldato, alle donne che subiscono violenza, alle vittime della tratta delle persone e del narcotraffico”. A tutti loro non deve mai mancare la nostra vicinanza e tutto il nostro impegno affinchè possano vivere in un mondo migliore; “non manchi il nostro conforto a quanti fuggono dalla miseria o dalla guerra, viaggiando in condizioni troppo spesso disumane e non di rado rischiando la vita”.

Dalla Loggia Centrale della Basilica di San Pietro il Papa parla anche dell’annosa questione dei flussi migratori che investono l’intero continente europeo e rivolge un augurio speciale a tutti quelli che non voltano le spalle alla “povera gente” che scappa dalla fame e dalle guerre; “siano ricompensati con abbondanti benedizioni quanti, singoli e Stati, si adoperano con generosità per soccorrere e accogliere i numerosi migranti e rifugiati, aiutandoli a costruire un futuro dignitoso per sè e per i propri cari e ad integrarsi all’interno delle società che li ricevono”.

foto di Dario Caputo.