CAMBIARE L’EUROPA

enrico rossi

DI ENRICO ROSSI

Renzi fa bene a criticare l’austerità senza crescita e lo strapotere della Merkel in Europa.
“Noi – dice il segretario del PD -possiamo sconfiggere demagogia, apatia e populismo scommettendo sulla crescita e sull’occupazione in un’Europa più sociale, con più valori, più cultura, più ideali, più bellezza».
E’ evidente che se vogliamo fare sul serio questa politica abbiamo bisogno di alleati in Europa.
Io penso che sia una grande notizia che i socialdemocratici tedeschi abbiano deciso, al recente congresso, che con le prossime elezioni si chiuderà la collaborazione con il partito di Angela Merkel. Questo è un segnale per il socialismo europeo: la volontà di ripresa di autonomia e di superamento delle crisi e difficoltà di questi anni.
In questo quadro io ritengo che sia auspicabile un avvicinamento tra il Partito Socialista Spagnolo e Podemos per costruire un’alleanza di governo per la Spagna.
Ma anche la vittoria di Alexis Tsipras in Grecia e la coalizione di sinistra a guida socialista in Portogallo sono due segnali interessanti a cui occorre guardare con attenzione.
Credo che il PD, la prima forza del socialismo europeo, deve essere protagonista della costruzione in Europa di uno schieramento di forze progressiste per uscire dal dominio della politiche liberiste e di destra. Quindi è necessario non solo rinsaldare i rapporti con i socialisti in Europa ma guardare anche alle nuove forze della sinistra che soprattutto nell’area del mediterraneo si sono venute affermando.
Ovviamente, stare davvero alla larga dalle politiche delle larghe intese in Italia e in tutta Europa.
Se questi sono soltanto auspici, destinati ad essere smentiti dalla dura realtà dei fatti, si vedrà presto. Intanto non sarebbe male per il PD avere una linea politica propria che, a mio parere, potrebbe essere sostegno e stimolo verso il premier, ammesso che voglia essere coerente e conseguente con l’accelerazione che ha voluto imprimere alla richiesta di una svolta nelle politiche dell’Europa.
Senza dimenticare che i socialdemocratici tedeschi sono gente seria che tengono fede ai deliberati dei loro congressi, che, almeno per ora, Pedro Sanchez non intende fare nessun governo con la destra e che anche in Inghilterra qualcosa è avvenuto nel Partito Laburista con l’elezione di Corbyn.
Cambiare le politiche europee è una scommessa difficile. Si può vincere o perdere. Ma senza provarci è sicuro che anche il PD è destinato alla sconfitta. Renzi pare averlo capito meglio e prima di tanti renziani.