DOPO 36 ANNI, VIA OGNI OMBRA SULL’OMICIDIO DI PIERSANTI MATTARELLA

luca soldi

DI LUCA SOLDI

Ancora ombre sull’omicidio di Piersanti Mattarella, il Presidente della Regione Sicilia, del quale oggi ricordiamo l’assassinio per mano mafiosa, ben 36 anni fa.
Mentre quella mattina, andava a messa, una delle più alte figure della politica del paese, fu raggiunta da 8 colpi sparati per eliminarlo e sospendere, ancora una volta, la volontà di riportate le legalità al centro della vita siciliana.
Mano mafiosa ma con complicità e connivenze ancora sconosciute.
Ombre su possibili coinvolgimenti di certa politica spesso contigua, affine ed appunto complice della mafia.
A ricordarlo i vertici delle istituzioni che oggi sul luogo della tragedia hanno ricordato la figura di una delle grandi figure democratiche del Paese.
“Piersanti Mattarella rimane un simbolo ancora attuale, voleva il rinnovamento della Sicilia, qualcosa in questi anni è stato fatto anche se con lentezza e con il sacrificio di tanti uomini e donne. Per realizzarlo occorre una mobilitazione generale, Piersanti voleva un Paese fuori dalle beghe della corruzione e del malaffare”. Cosi il presidente del Senato Piero Grasso alla cerimonia di commemorazione dell’ex presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella assassinato dalla mafia in via Libertà, a Palermo, il 6 gennaio del 1980. “Killer senza nome? Io ho cercato la verità per tanti anni, sono stati condannati i mandanti ma è rimasta qualche ombra – aggiunge Grasso -. C’è stato un depistaggio, è scritto nelle carte processuali e ci sono punti oscuri Ma io non dispero sul fatto che la verità verrà fuori”.
Forti le parole del Sindaco della città di Palermo:
“Piersanti era un politico e uno statista troppo avanti rispetto al tempo in cui ha vissuto e umanamente ed eticamente troppo diverso dalla politica del suo tempo – ha detto durante la cerimonia di commemorazione il sindaco Orlando -. Un tempo in cui Palermo era governato dalla mafia, quella stessa mafia politica che lo ha ucciso. Quel 6 gennaio del 1980 ha determinato la mia scelta di vita di dedicarmi alla città e alla sua liberazione dalla mafia. La Presidenza della Repubblica di Sergio Mattarella ha concluso un percorso – ha aggiunto Orlando – come quella di Sandro Pertini ne concluse un altro. Allora la Presidenza di Pertini fece della lotta di liberazione e della resistenza un percorso davvero di tutto il Paese e non di una sua parte politica o geografica, oggi la presidenza di Sergio Mattarella conclude il percorso che fa della lotta alla mafia e del problema delle mafie una questione nazionale – ho concluso il sindaco di Palermo -. Perché se è vero che la mafia e le mafie uccidono in alcune zone d’Italia è altrettanto vero che in tutta Italia e in tutta Europa iniettano il virus dell’economia drogata, della corruzione delle istituzioni e dell’intreccio perverso fra politica e criminalità”.

foto di Luca Soldi.