ACQUA BENE “POCO” COMUNE, IN PARTICOLARE IN TOSCANA

luca soldi

DI LUCA SOLDI.

Che ormai l’acqua stia diventando un bene prezioso è ormai risaputo.
Ed è abbastanza risaputo che ormai si stia allontanando dalla disponibilità di tanti, proprio il contrario di quello che invece dovrebbe essere: il bene comune più libero, tutelato e gratuito che possa esistere su questa terra.
E fra tutti i Paesi e le nazioni del mondo, lo sappiamo bene in Italia ed in Toscana, in particolare.
E’ proprio di questi giorni una ricerca di Federconsumatori che sta ingenerando non poche preoccupazioni ai vari gestori regionali.
Federconsumatori, infatti, ha calcolato il costo 2015 della bolletta nei capoluoghi di provincia italiani di una famiglia composta da tre persone che nel corso dell’anno appena finito abbia consumato 150 metri cubi di acqua. Il poco invidiabile primato tocca a Pisa dove la famiglia tipo ha speso 442 euro. Ma la soglia “psicologica” dei 400 euro di spesa è superata anche dai cittadini di Siena e Grosseto, ex equo al secondo posto con una bolletta annuale di 436 euro, e da quelli di Firenze, Prato e Pistoia, ottavi nella “classifica nera” con una spesa di 402 euro. Fuori dalla top ten ma comunque nella parte alta della classifica gli altri toscani: Massa Carrara 396 euro, Livorno 394, Arezzo 392, Lucca solo 282. Ma fa soprattutto impressione notare come la bolletta dei toscani più tartassati sia quattro volte quella dei milanesi (106 euro).

Nel 2015 le bollette nei 10 capoluoghi della Toscana sono aumentate ovunque del 6-7%, largamente al di sopra dell’aumento generale del costo della vita. Mentre altri dati, come quello della dispersione della risorsa idrica, che nella regione supera il 37%, sono – secondo Federconsumatori – sopra la media.
I gestori dell’acqua, smentiscono, sminuiscono ma forse non sanno che l’acqua è un bene comune vitale ed irrinunciabile, come l’aria che respiriamo.
Ma forse loro non sanno e quindi da bravi amministratori aziendali mirano a far tornare i conti.
Peccato che un referendum, qualche anno addietro, aveva imposto un’altra visione da quella contabilistica.
Peccato che nessuno lo ricordi a loro.

 

foto di Luca Soldi.