IL SUICIDIO DI UNA MINI SCHENGEN: COSA C’E’ DI VERO IN UNA PRESUNTA SVOLTA DELLA GERMANIA?

Università degli Studi del Molise

DI ALBERTO TAROZZI

Sarebbe davvero allarmante, se corrispondesse al vero, l’ipotesi avanzata su ”La Stampa” di oggi, relativa a una miniSchengen di Paesi ”volonterosi” che chiuderebbe la frontiere ai chi, come Italia e Grecia, accoglie profughi che approdano nell’Europa del Mediterraneo, ma che desiderano spingersi più al Nord.

Ovvio che gli accordi di Dublino, che prevedevano la permanenza del rifugiato nel Paese di prima accoglienza, stipulati in tempi in cui gli arrivi erano ancora contenuti, non stanno più in piedi.
L’alternativa ”o salta Dublino o salta Schengen” sembrava non aggirabile e visto che se salta Schengen salta l’Europa alla europeista, entro certi limiti ma più di molti altri, Merkel pareva non fosse rimasto che cancellare Dublino.

Proprio per questo la buonista Merkel è stata messa sotto tiro, da parte di destra, ”amici ” della Cdu e magari anche qualche Spd di sinistra ma non troppo.
I fatti di Colonia con una Polizei incredibilmente inetta sembrano costruiti apposta per farle cambiare rotta. Il timore è che ci si sia riusciti.
Salva Schengen, per modo di dire, ma l’Europa doc delle origini (Benelux, + Germania + Francia con l’aggiunta dell’Austria, ma senza l’Italia), si arrocca in realtà su sé stessa, contro l’est, ma anche contro il sud. Prefigurazione, oltre tutto, di uno sdoppiamento dell’euro?

Comunque sia molti conti non tornano e se la svolta potrebbe costare cara all’Italia è sulla rotta balcanica che si verrebbe a pagare un costo ancora più alto: il nodo sono gli Hot spot, su cui siamo ”curiosamente” in ritardo. Guarda caso, se non si abroga prima Dublino, i profughi riconosciuti negli Hot spot toccherebbero in gran parte a noi e alla Grecia. Ma è davvero pensabile che, Schengen o meno, i profughi non sarebbero comunque in grado di giungere al Nord?

E come stanno andando le cose con la Turchia per l’apertura, a pagamento, Ue di nuovi campi profughi a contenimento dei Siriani? E ancora, cosa succederà nei Balcani al momento della chiusura delle frontiere tedesche, con lo scatenarsi di ripicche a catena tra Grecia, Macedonia, Serbia, Croazia, e magari pure Albania, con il riaccendersi di toni bellicosi stile anni 90? Ci sta la Merkel a vanificare lìoscuro ma prezioso lavoro svolto finora, regalando la destabilizzazione di tali aree a un imprevedibile che potrebbe avere il simbolo della mezza luna?

Una cosa è certa. La miopia dei compatrioti di Angela è ai confini della cecità e la sua tenuta non è infinita.

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