L’AVVELENATA

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DI DANILO MASOTTI

50 anni a breve, ma si sente ancora una ragazzina. Si chiama Sandra, vive al secondo piano di fianco a Luca e ogni tanto va a Berlino con Bonetti dove si perdono in chiacchiere, frizzi, Fabrizio e lazzi.
Sono giorni molto difficili per Sandra, soffre Sandra, ha sentito dire delle brutte cose Sandra, parole inaccettabili e a deciso di agire Sandra. La cinquantenne esce di casa presto, come al solito non pulisce il water e va dove deve andare. Si è documentata Sandra.
DRIN (o PLIN PLON, fate voi)
Sandra suona un campanello e attende in strada davanti alla porta.

Dall’interno dell’appartamento si sente un rumore di ciabatte. Un uomo anziano, alto, con la barba, apre la porta e fa <<Buongiovno>>
<<Buongiorno>>
<<Senta, le dico subito che la dicevia che uno suoni al mio campanello e ci sono io che scendo, apvo la povta e ofvo una bottiglia di vino e cantiamo insieme “Lunga e divitta covveva la stvadaaaa…” è una gvan stvonzata. Quindi, se lei è qui pev questo se ne vada, altvimenti savò costvetto a chiamave i gendavmi”.
Sandra incassa il colpo, tira il fiato per un attimo e infine risponde <<No, non sono qui per questo, anche se sono stata una tua fan e ti ho visto in concerto a Porretta una trentina di anni fa. Tranquillo. Sono venuta qui per un altro motivo>>
<<Sì, lo so perché sei qui, ancora quella stovia di David Bowie>> la interrompe l’uomo.
<<Esatto. Non mi è piaciuto affatto quello che hai detto sul suo conto>>

<<Senti cinna, avrai più o meno cinquant’anni, hai la faccia di una che ha pveso chilometvi di oca, continui a fav finta di esseve giovane e vieni qui alle otto di mattina a vompeve i coglioni pev questa cvetinata. Ma cosa te ne fvega se a me piace Bowie o no? Lo sai che a me questi giovani col ciuffo che competono nel mevcato globale non piacciono e non sono mai piaciuti. Ti chiedo covtsemente di levavti dai coglioni che non ho tempo da pevdeve. Alle nove e mezzo pvendo la covvieva che vado a Pavana, lontano da questa città che non è più quella di una volta come del vesto anche noi non siamo più quelli di una volta, guavda come ci siamo vidotti. Siamo civcondati da diavolevie, oggetti infevnali che ci fanno covveve come delle lepvi, ma pev andave dove? Te lo chiedi ogni tanto? No, tu pensi solo a ‘ste stvonzate e a piangeve la movte dei giovani vibelli dimenticando i tuoi vecchi>>
<<Ma giovane cosa? Bowie aveva qualche anno in meno di te. Aggiornati invece di stare chiuso a riccio nei fasti del passato. Mi fai schifo e poi sei un maschilista di merda!>>

<<Va be ciao, vai a cagave>> e il signore chiude la porta in faccia a Sandra che dopo un attimo di smarrimento suona ancora il campanello.
Driiiiin.
Driiin.
L’uomo apre la porta, non fa in tempo a dire <<Che cazzo vuoi?>> che si becca una coltellata al ventre.
Ora lui è a terra che grida <<Gendavmi! Gendavmi>>.
La donna fugge terrorizzata e soddisfatta del suo gesto. Verrà catturata dopo pochi secondi in Via Musolesi, processata per direttissima e rinchiusa in un carcere sperimentale (maschi e femmine insieme) a Colonia dove Bonetti la potrà andare a trovare.
Fine.
Primo piano sul viso di Sandra che sorride.
Titoli di coda sulle note di HEROES di David Bowie.