LE LINEE GUIDA DELLA CHIRURGIA ESTETICA

D'OSPINA ELISA

DI ELISA D’OSPINA

 

Sono state riscritte le linee guida per la chirurgia estetica che coinvolgono non solo medici e pazienti ma anche utilizzate dai tribunali nella valutazione della responsabilità professionale dei chirurghi plastici.

L’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) aggiorna le linee guide pubblicate per la prima volta nel 2013 e sembra lanciarci un messaggio forte e chiaro: attenzione, la chirurgia non è la soluzione a tutto. «Le linee guida sono state realizzate in base all’esperienza di specialisti che da anni si dedicano solo all’aspetto estetico della chirurgia plastica – afferma Roberto Campiglio, primario chirurgo plastico al Policlinico di Roma e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – Si spiega non solo come eseguire un intervento, ma anche i limiti di ciascuna operazione e l’eccesso di aspettative del paziente, che spesso è la principale controindicazione a operare».

Oltre a raccomandare sempre la presenza dell’anestesista ci si concentra molto sull’aspetto psicologico del paziente e sulle sue aspettative. Ad esempio se ci sottoponiamo ad un lifting non possiamo pretendere di avere la freschezza dei vent’anni, o ancora se decidiamo di farci una blefaroplastica non possiamo pretendere di eliminare completamente tutte le rughe. Nessuno ci dice che per una liposuzione l’ideale è avere un paziente in normopeso con grasso localizzato, perché su pazienti dove la pelle è poco elastica o sovrappeso c’è la possibilità di avere risultati meno validi.

Un ridimensionamento delle aspettative mettendo per iscritto quelli che possono essere i rischi a cui si vanno incontro. La nuova edizione delle linee guida è allegata al numero di dicembre della rivista Minerva Medica.