UNIONI CIVILI E SCRITTE SUI GRATTACIELI

elisa d'ospina

DI ELISA D’OSPINA

Un domani spero di diventare mamma e di essere una buona mamma. Con gli anni mio figlio crescerà e gli parlerò dell’amore. Un giorno mi porterà a casa la prima fidanzatina e magari al posto di chiamarsi Maria si chiamerà Antonio. Mi augurerò allora che mio figlio sia felice ma che soprattutto sia amato almeno un millesimo di quanto lo avrò amato io. Spero che Maria o Antonio gli stiano vicino nel momento del bisogno, che lo aiutino a rialzarsi se cadrà, gli siano da conforto nei giorni bui o ci siano a dirgli “Bravo” se ce ne sarà bisogno. A oggi, Maria non avrebbe problemi a livello legale, ma Antonio si. Con le leggi odierne Antonio non sarebbe riconosciuto come famigliare nemmeno dopo una vita vicino a mio figlio. Ecco perché oggi le‪#‎unionicivili‬ servono a qualcosa: servono a garantire a chi si ama di avere anche dei diritti, come il più semplice quello di “assistere il proprio caro” se la vita non va come vorremmo.

Non siete abituati nemmeno a chiedere più “Come stai?” alle persone e fate dei drammi per decidere con chi è giusto o no andare a letto?

Art.3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione.

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