FERRERO E SAPUTO: DUE PRESIDENTI AGLI ANTIPODI

Emilio Marrese

DI EMILIO MARRESE

È DIFFICILE immaginare due punti più distanti, nella galassia del calcio, di Saputo e Ferrero: due presidenti più opposti di così. Tanto schivo e sobrio l’italocanadese quanto invadente ed eccessivo il doriano. Uno che quando vince (ultimamente poco) entra in campo a fare il saltimbanco, l’altro che quando vince, be’, sta dall’altra parte dell’Oceano e al massimo si fa una passeggiatina solitaria in giardino. Il piccolo lord e il piccolo diavolo. Esuberante come un catechista Joey e misurato come una drag queen l’altro. I più, per una serata di bisboccia, preferirerebbero la compagnia der Viperetta: ma se ci fosse da comprare la famosa auto usata la prenderebbero dal canadese, è fuori discussione. Uno è ricco e spende soldi, tanti e suoi: l’altro?

Certo, Saputo al Festival di Sanremo a cantare Vita spericolata non lo inviterà mai nessuno, e nemmeno ci andrebbe, neanche per La casetta in Canadà, quella con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà. Certo, Crozza non farà mai l’imitazione di Saputo che dice “vasca di banio” e ” netùn a san un quel sol” col suo accento da Ollio. Ma pazienza. Questione di stile. È scontato che le luci della ribalta televisiva si accendano sul guitto, sulla macchietta sempre sopra le righe che si presta, ben felice, al brutto della diretta, fenomenale fabbricante di gaffe e trash, “vediamo che combina stavolta”, convinto di essere protagonista del teatrino mentre a me pare patetica vittima. La differenza che sfugge al luciferino romano è che non si ride con lui: si ride di lui. Si crede Sordi ma a me ricorda l’ospite de Le dîner de cons. Quello che tutti invitano per prenderlo in mezzo. Da uomo di cinema forse lo ricorderà nella traduzione italiana: La cena dei cretini. Contento lui, drogato da tanta improvvisa popolarità , contenti tutti. Tranne, forse, i tifosi doriani. Che, avendo conosciuto i Mantovani – così british – e i Garrone, saranno perfettamente consci dell’abisso e ben poco entusiasti di un presidente tardo erede di quella genia di patron ruspanti da processo di Biscardi, i vari Sibilia o Massimino. Dei quali, per inciso, sospetto che Ferrero non abbia né i denari né l’abilità. Avevano l’aria di quello appena salito dai campi, sempre meglio che sceso da un trenino da party alla Sorrentino.

Il Bologna, è vero, godrebbe della maggior visibilità di cui necessita se Saputo avesse un’indole appena un po’ più tacopinesca, più carismatica. Ma, anche se in 90′ di una partita domani tutto può accadere, su chi dei due farà più strada nel calcio non avrei il minimo dubbio.

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COMPOSTO

Joey Saputo, 51 anni, proprietario del Bologna, chairman rossoblù dal dicembre 2014. È entrato nel club grazie a Joe Tacopina

VULCANICO

Massimo Ferrero, 64 anni, presidente della Sampdoria dal giugno 2014 dopo la proprietà Garrone

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