PER ALEPPO, PARTITA CON BRIVIDO TRA MOSCA E WASHINGTON: MA I TEMPI LI DETTA ANKARA

Università degli Studi del Molise

DI ALBERTO TAROZZI

Da Kerry deciso stop alla Russia sui bombardamenti di Aleppo con minacce di interventi via terra. Rispondono i Russi di non accettare diktat. Saltati per aria gli accordi di Monaco oppure ulteriore atto di una partita diplomatica col brivido?

Dall’Italia quote rosa all’insegna dell’ottimismo. Prima Pinotti, sul generico, poi Mogherini che nega esplicitamente il presunto o reale fallimento di Monaco.
Aspettando Gentiloni, proviamo a distinguere: se tutto fosse idealpolitik barometro al brutto.
Le bombe sui civili, ad Aleppo, legittimerebbero gli Usa alla rottura e sarebbero il preludio allo sfascio, con i Russi che non possono mollare l’osso proprio adesso, che Assad sta guadagnando terreno ogni giorno di più.
Realpolitik vorrebbe invece che si trattasse di uno strattonamento a vicenda della linea rossa, quella che costituisce il punto di non ritorno: fine dei bombardamenti dei Russi su Aleppo qualche giorno prima o qualche giorno dopo.
Prima, per gli Usa, a tutela di un residuo spazio negoziale dei ribelli, dopo, per la Russia, a tutela di maggiore stabilità per Assad.

Tutto qui? La sensazione è che ci sia dell’altro e che tutti parlino di Aleppo pensando al fronte turco-siriano. Qui la Turchia preannuncia l’invasione, con codazzo di Sauditi e sunniti di varia nazionalità. Se Erdogan non bluffa è qui che si gioca la partita. Russi che intervengono per difendere la Siria, Curdi compresi, dall’invasione, e la Nato che interviene a tutela del membro turco che chiede soccorso.
A quel punto i morti civili di Aleppo tornerebbero all’ordine del giorno, ma con la mente e i bombardieri orientati prevalentemente altrove.

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