DIMINUISCONO I ‘CREDITI INCAGLIATI’, MA PERSISTE E PERDURA UNA CONDIZIONE DI SOFFERENZA NEL COMPARTO BANCARIO ITALIANO

virginia murru

DI VIRGINIA MURRU

L’UE continua a bacchettare l’Italia, a esprime pareri poco lusinghieri, oltre che sui conti pubblici, anche in altre aree critiche della nostra economia e finanza. Il giudizio questa volta è diretto al nostro sistema bancario, che esprimerebbe fragilità, anche per ragioni dovute alla gestione delle sofferenze riguardanti i crediti bancari deteriorati.

Il ministro dell’Economia, Padoan, circa un mese fa a Davos, dove aveva partecipato ai lavori del World Economic Forum, aveva puntualizzato invece che il sistema bancario italiano, tutto sommato, era solido, e che non necessitava di ricorrere ad aumenti di capitale. Aveva altresì dichiarato, che si stavano studiando strategie migliori per rendere più agevole la cessione delle sofferenze. Ricordando, inoltre, che le tempeste che hanno interessato i mercati finanziari, sono dovute, in parte, “ad una gestione meno che efficiente da parte di alcune istituzioni europee, sono stati equivocati alcuni segnali, come ha ammesso la BCE..”

E’ chiaro che gli organi di governo, quando si tratta di esprimere valutazioni sullo stato dell’economia, tendono a difendere il proprio operato, e purtroppo, le loro dichiarazioni non sempre sono in sintonia con le istituzioni dell’UE. Questo è uno dei casi in cui le divergenze appaiono nette.
Ma in base al rapporto relativo agli squilibri macroeconomici dei paesi facenti parte dell’Unione – oggi all’analisi della Commissione UE – le banche italiane sono ancora a rischio.

Secondo un noto quotidiano italiano, i salvataggi e le sofferenze del comparto bancario, sono tali da fare alzare i costi, che risultano maggiori rispetto ad altri paesi. Un articolo pubblicato oggi sulla Stampa, mette bene a fuoco il problema, e sostiene che sugli istituti di credito italiani grava ‘un doppio pesante giudizio’:
“l’eredità della profonda e lunga recessione degli ultimi anni, combinata con debolezze strutturali che hanno radici lontane nel tempo, ha eroso la resilienza iniziale del sistema”. Il secondo ‘giudizio’, secondo il quotidiano torinese, riguarderebbe il fatto che gli istituti italiani marciano con passo più debole nella ripresa, rispetto agli altri dell’Unione.

L’Unione Europea riconosce gli sforzi compiuti dal premier Renzi e dai suoi ministri, per circoscrivere gli eccessi ignorati dai governi precedenti, nonostante ciò, permangono e persistono ‘sacche di vulnerabilità’, dove è necessario intervenire. Non si negano tutti i dati positivi rilevati finora, i processi in corso sulle riforme strutturali che “sostengono la capacita’ del sistema di gestire il proprio attivo”.

Bene dunque, i compiti sono svolti con diligenza, ma si può e si deve fare di più. L’UE bacchetta e ricorre in più occasioni al salvataggio dei 4 istituti di credito, al fatto che i detentori di bond hanno perso dei risparmi, e questo dimostra in qualche modo la fragilità di governance degli istituti stessi, che non è poi una specificità del comparto in sé, ma ha leganti sistemici con altre aree deboli della nostra economia. Il risultato dei salvataggi, inoltre, ha pesato e gravato sul sistema, non si può certo ritenere o prescindere dai costi che ha comportato. Buono anche il resoconto sui cosiddetti ‘crediti incagliati’, che risultano in diminuzione, ma è necessario che in materia di finanza si resti sempre vigili.

In ambito UE si è valutato con interesse anche la recente riforma degli Istituti di Credito Cooperativo e Banche Popolari, ma ci sono le premesse e le condizioni perché si possa fare di più e meglio, per rendere più solido, e a prova di bail-in, l’intero comparto. La Commissione termina la sua analisi sostenendo quanto sia importante, per azionisti e creditori degli istituti bancari, essere coscienti dei rischi che si possono affrontare, in maniera tale che tutti gli strumenti atti a prevenire e a gestire condizioni di ‘emergenza’, possano funzionare senza creare panico, appesantendo con le relative conseguenze l’intero sistema.

foto di Virginia Murru.