I BISOGNI DELLA CITTA’ DI ROMA TRA RIPICCHE E OMBRE

giulia rodano

DI GIULIA RODANO

Non si possono celebrare primarie tra due progetti politici diversi. Lo pensano tutti, anche se non lo dicono. E soprattutto non si possono celebrare primarie o addirittura presentare liste e candidati per regolare i conti tra correnti tutte interne a una politica, nel caso quella di un centrosinistra, per di più ormai morto e sepolto.
Roma non ha bisogno del seguito e neppure della rivincita della ignobile vicenda della cacciata di Marino. Ha bisogno di una alternativa alla politica fatta non solo da chi ha cacciato Marino, ma anche da Marino stesso. Roma ha bisogno di portare in consiglio comunale chi si batterà contro le privatizzazioni, contro il precariato dei lavoratori, contro le svendite del patrimonio pubblico, le speculazioni edilizie e urbanistiche, contro i tagli ai servizi sociali e educativi e alla cultura, le regole per appalti e A Roma serve mandare in consiglio comunale chi si batterà per ricontrattare il debito, per contrastare le politiche di austerità che hanno impoverito la città, accresciuto le ingiustizie, consumato le riserve di solidarietà.
Per questo ha lavorato Stefano Fassina e tutti quelli che si sono ritrovati in questo percorso di ascolto della città, dei movimenti e delle persone che hanno cercato di opporsi in questi anni a chi ha portato la città al declino. E nel farlo abbiamo capito che è possibile costruire una vera alternativa per la città e un movimento che arrivi alle elezioni e prosegue e cresca anche dopo e contribuisca a far rinascere una sinistra che voglia e possa cambiare le cose.
Marino invece che cosa ci propone? Ancora non lo so, non lo ho capito. Conosco di Marino solo ciò che ha fatto da sindaco e so che quello che ha fatto, lo ha fatto d’accordo con il Pd.
A me francamente non va, non interessa partecipare a una diatriba di correnti del vecchio centrosinistra.