CENTRODESTRA: UNITA’ COMPROMESSA. CENTROSINISTRA: PER SPERANZA IL PD DEVE CAMBIARE ROTTA

nello balzano

DI NELLO BALZANO

I gazebo del centrodestra per confermare la candidatura di Bertolaso rischiano di rimanere vuoti, una facile previsione, ma il problema non è chi promuove l’iniziativa e nemmeno il nome da sostenere, in tutto questo c’è la disaffezione alla Politica.
Un sentimento probabilmente voluto, nato a mio giudizio dalla decisione di mandare avanti il governo Monti. Un governo che doveva vedere l’appoggio di tutte le forze politiche, ma soprattutto che doveva far ingoiare le ricette amare, per cercare di recuperare credibilità nei confronti dell’Europa.
Da quel momento se ci pensiamo bene, è cambiato tutto, è finita la fiducia verso i tradizionali partiti, non a caso è emerso con forza il Movimento 5 stelle, non a caso l’unico e ultimo guizzo di partecipazione si è visto con l’arrivo di Renzi sulla scena di un PD che ha indossato i panni della “responsabilità”, pagando nei fatti il malcontento di un popolo di centrosinistra che si è visto tradito ed ha punito con il voto del 2013 la coalizione Italia Bene Comune, tanto da vedere un sostanziale pareggio con il Popolo delle Libertà e un M5S al 25%, non come fiducia, ma per la feroce campagna elettorale populista di Grillo.
Ovviamente il centrodestra paga anche l’uscita di scena del suo leader, per la condanna definitiva per frode.
Ha un bel chiedere l’on. Speranza un cambio di rotta al suo segretario Renzi, ormai la frittata su quel fronte è fatta, non sarà certo una micro ribellione all’interno del PD a cambiare le cose, perché alla fine dei conti al presidente del Consiglio le cose stanno bene così. Poco importa se le primarie per i sindaci perdono appeal, poco importa se la percentuale degli elettori votanti cala vistosamente, l’importante che quei pochi in maggioranza lo votino, ma questa astensione non paga chi la fa, perché alla fine la demagogia della politica di basso livello ti dice che la colpa è di chi non sceglie, in un contesto normale, ciò potrebbe anche essere accettato, ma oggi suona come una sottovalutazione di questo fenomeno che potrebbe avere conseguenze pesanti, non mi riferisco alla crescita dei Grillini o dei leghisti, ma ad una perdita del controllo democratico dei cittadini….se poi ci mettiamo il clima di astio che si è voluto creare ad arte contro i sindacati, il cerchio si chiude.

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