COSA C’E’ DIETRO GLI ARRESTI DI BRUXELLES

Università degli Studi del Molise

DI ALBERTO TAROZZI

Il successo delle ultime operazioni di polizia contro il terrorismo jahdista a Bruxelles suscita interrogativi che probabilmente vanno al di là di quanto avviene in Belgio.

Si dice che a Bruxelles, o per meglio dire in alcune delle 19 “città” come Mollenbeek in cui è suddiviso, con larghe autonomie, il territorio metropolitano, sussita una discrezione diffusa, che fa da copertura ai clandestini e che può essere violata solamente da qualche soffiata a pagamento.

Sociologicamente credibile, ma restano i dubbi sull’efficienza dell’intelligence. Nonostante il territorio si presti alla clandestinità resta la sensazione che il numero dei jahdisti non sia talmente elevato da rendere impraticabile la loro mappatura se solo le informazioni tra i servizi dei differenti Sati circolassero in maniera fluida.

Stesse perplessità, mai esplicitate pienamente, circolarono ai tempi degli attentati in Francia. Il dubbio di allora? Che si fosse costituito un tappo dellle informazioni provenienti in Europa dai Paesi arabi.
Se così fosse dovremmo forse ricavarne che tra le intelligence ci sia stata nei giorni scorsi maggiore collaborazione?

Solo i prossimi mesi saranno in grado di fornire smentite o conferme a tale ipotesi.

Salah-Abdeslam