ACCORDO TRA TURCHIA E UE: I PRIMI MIGRANTI LASCIANO LE ISOLE DI LESBO E CHIOS

 

simona cipriani

DI SIMONA CIPRIANI

È entrato in vigore alla mezzanotte di oggi, l’accordo tra Unione Europea e Turchia che prevede il rimpatrio dei migranti per ridurre il flusso d’immigrazione clandestina e che ha bloccato oltre 4000 profughi sulle isole greche di Lesbo e Chios dal 20 marzo scorso giorno in cui fu siglato.

All’alba di stamattina le autorità greche hanno provveduto all’imbarco di 136 profughi dell’isola di Lesbo e 66 di Chios su traghetti scortati da agenti della Agenzia europea di protezione delle frontiere Frontex e da funzionari turchi.

I migranti raggiunti dal provvedimento sono tutti uomini, perlopiù di nazionalità Pakistana e Nord Africana, tranne due siriani che hanno deciso autonomamente di rientrare in Turchia, e sono già tutti sbarcati a Dikili, dove sono in corso le procedure di registrazione ad opera delle autorità turche.

L’operazione si è svolta senza difficoltà, se non per alcuni incidenti verificatisi tra migranti contrari al rimpatrio, presso l’isola di Chios, sedati dalla polizia antisommossa greca.

Il ministro dell’interno di Ankara, Efkan Ala ha dichiarato che la Turchia è pronta ad accogliere 500 immigrati nella giornata di oggi e la Grecia ha già fornito un elenco di 400 persone pronte a lasciare il territorio.

Si prevede che nei prossimi tre giorni saranno espulsi almeno 250 migranti al giorno che non hanno presentato richiesta di asilo.

Secondo Giorgios Kosmopoulos di Amnesty International oggi è “un giorno molto duro per i diritti dei rifugiati. Nonostante le gravi lacune legali e la mancanza di un’adeguata protezione in Turchia, l’UE sta andando avanti in un accordo pericoloso”.

Gli accordi siglati tra Bruxelles e Ankara prevedono l’espulsione di migranti che non abbiano presentato domanda di asilo o la cui richiesta sia stata respinta e che a ciascun rimpatrio corrisponda la possibilità di raggiungere un Paese europeo per un siriano che si trovi già in territorio turco, fino a un massimo di 70.000 unità.

La Turchia, al momento ospita almeno 3.000.000 profughi sul proprio territorio, e ci si chiede legittimamente se potrà essere in grado di garantire assistenza a quest’ulteriore flusso che comporterà l’apertura di nuovi campi.

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