LA SERIE A E’ UNA PANTOMIMA

manlio

DI MANLIO SOLLAZZO

Ieri, per la rabbia e la delusione, non ho voluto dire niente sull’arbitraggio, anche perché, essendo un tifoso del Napoli critico e intellettualmente onesto, la mia squadra del cuore ha perso stra-meritatamente dicendo addio al sogno tricolore.
Il Napoli, obiettivamente, non è proprio sceso in campo, i giocatori stavano sulle gambe e con la testa altrove. Non sono pervenuti allo Stadio Friuli.
I partenopei sono crollati. Una black out totale. Una Caporetto calcistica. Si è persa molto male la battaglia e anche la guerra.
Ma, come si dice a Napoli, adda passà a ‘nuttata ed è passata.
E il giorno dopo, a mente fredda, sollevo il seguente interrogativo:
se al posto del Napoli a Udine ci fosse stata la Juventus, avrebbe subito 3 espulsioni, una sfilza di ammonizioni e 2 rigori?
Ma di che stiamo parlando?
A parità di episodi, il sistema del doppiopesismo è la regola. Viene applicato scientificamente, è sotto gli occhi di tutti. Che non sia per malafede ma per la famigerata sudditanza psicologica, il risultato non cambia: la Juventus, che è la società più blasonata, economicamente e strutturalmente più attrezzata, è anche la più potente nel Palazzo. E viene aiutata. La diversa applicazione del regolamento nei casi speculari di 
Bonucci ed Higuain è emblematica. Il difensore bianconero quasi diede una testata all’arbitro Rizzoli nel derby della Mole e non subì nessun provvedimento disciplinare. Il Pipita, invece, tra l’altro ingiustamente ammonito per la seconda volta, avendo poggiato le mani sull’arbitro Irrati nella sua protesta rabbiosa, è stato espulso e si è beccato ben 4 giornate di squalifica. Immaginare che una cosa del genere possa accadere alla vecchia Signora, è pura fantascienza.
Il campionato è falsato, è lo specchio della corruzione che dilaga nel nostro Paese e della prepotenza ed arroganza dei poteri forti.
Le urla di Gigi Simoni nel ’98 e il gesto delle manette di Mourinho nel 2010 sono, ahimè, tristemente attuali.