MELITA CAVALLO E LAURA SABBADINI: DONNE INTELLIGENTI E CORAGGIOSE SOTTO ATTACCO

alessandro gilioli

DI ALESSANDRO GILIOLI

Melita Cavallo e Linda Laura Sabbadini sono due donne intelligenti, reattive, in sintonia con la società, ambiziose. Entrambe di successo. La prima è un magistrato in pensione. La seconda la direttrice del Dipartimento per le statistiche sociali ed ambientali dell’Istat.

Entrambe sono due combattenti coraggiose. Due cavaliere con l’elmetto, quello di ferro che si alza con una mano mentre con l’altra hai in mano la lancia, tanto per farmi capire da chi ama le favole come me. A nessuna piaceva stare nella Torre a guardare il cielo vuoto e sognare. E nemmeno a Corte a servire e tramare.

Entrambe sono oggi sotto attacco.

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La prima, Melita, è vittima dell’esposto presentato da Carlo Giovanardi, Eugenia Roccella, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliarello. Nomi che in realtà si commentano da soli. Motivo dell’esposto? La sua ultima sentenza: garantisce in via definitiva la genitorialità di due gemelle ad una coppia di omosessuali. È passata in giudicato senza che la Procura ricorresse in appello ed ora è definitiva. Troppo per una Politica incapace di capire e riconoscere il diritto dei bambini a rimanere per sempre con i genitori che li hanno accolti e cresciuti, indipendentemente da sesso, nazionalità o religione. Troppo per una Politica tutta parole e ipocrisia, lontana dai cambiamenti sociali di questi anni, chiusa in palazzi troppo fastosi per accorgersi delle vite complicate di chi ne è fuori.

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La seconda, Linda Laura, era conosciuta per i suoi studi sulle statistiche di genere e sui migranti. Grazie a lei le coppie omosessuali per la prima volta sono state censite nel 2011 e non ipocritamente negate. A toglierle l’incarico senza una sostituzione di pari grado a partire dal 16 aprile è  Giorgio Alleva, l’attuale presidente dell’ISTAT. Alleva è l’uomo contro cui si scagliarono due anni fa gli economisti della Voce – Tito Boeri (oggi presidente dell’INPS, criticato perché insiste a voler ridurre le pensioni più elevate calcolate con metodo retributivo) Luigi Zingales e Riccardo Puglisi – definendolo “un presidente senza qualità”, nominato con metodi “opaci”. Oggi osserviamo il risultato di una nomina opaca: agisce in modo opaco nella direzione di interessi non chiari.

Così  Titti Marrone dell’Huffington Post descrive Linda Laura: “Il suo metodo è stato quello di accendere un faro su ambiti in passato poco illuminati dalla ricerca, su condizioni e qualità della vita di soggetti che dicono moltissimo della nostra identità sociale, economica, culturale: donne, infanzia, giovani, poveri, disabili, homeless, detenuti. Il rinnovamento cui ha contribuito fin dal 1990 e poi, da direttrice centrale dell’Istat su condizioni e qualità della vita dal 2000 al 2011, ha reso l’Italia all’avanguardia rispetto a standard europei e internazionali definiti solo in seguito. Fuori della retorica con cui spesso il discorso pubblico si riferisce alla dimensione della “famiglia italiana”, Linda Laura Sabbadini ne ha individuato i processi reali in atto, indispensabili per le politiche concrete, ed ha guidato il metodo di misurazione del benessere nel Paese“.

Melita e Linda in comune hanno tanto, dall’intelligenza alla capacità di individuare i progressi sociali e andare loro incontro anziché mortificarli e ridurre la nostra società ad un unico stereotipo stantio e ipocrita. Sono coraggiose. Perché ci vuole fegato a scoperchiare le ipocrisie di chi non vuole permettere che ogni uomo e ogni donna possa vivere la sua vita con le proprie modalità nel rispetto di quelle altrui. Sono donne.

A loro voglio dire grazie. Grazie per essere i fari del nostro oggi. Grazie per insegnare alle nostre figlie e ai nostri figli come costruire una società più libera e tollerante. Grazie.