CONCORSO SCUOLA: LE RISPOSTE EVASIVE E CONTRADDITORIE DEL MIUR

ANNALISA PANNARALE

DI ANNALISA PANNARALE

In vista del concorso per i docenti della scuola,  in Commissione ho interrogato il Miur sulle numerose contraddizioni e sulle questioni ancora irrisolte.

Un esecutivo dovrebbe governare al meglio i processi e rimuovere ogni disparità, questo governo sta solo rimuovendo le questioni aperte e moltiplicando ingiustizia e confusione. Ho contestato tempistiche, requisiti di accesso e criteri di scelta che non risolveranno la questione gravissima del precariato storico,
ne impediranno la strutturale rigenerazione nel prossimo futuro.
La risposta è stata ancora una volta evasiva e pilatesca sulla legittimità dei ricorsi in preparazione – peraltro già sollevata dalla recentissima sentenza del TAR Lazio-; sul problema di migliaia di abilitati già formati e ampiamente valutati che esclusi iniquamente dal piano assunzionale della legge 107, avrebbero avuto diritto ad un concorso per soli titoli; sulla vicenda dei docenti con 36 mesi di servizio che garantiscono ogni giorno il funzionamento regolare delle scuole ma ai quali non viene riconosciuto ne’ il diritto di accesso al concorso nė la certezza in tempi rapidi di un percorso abilitante speciale.
La stessa risposta ha inoltre completamente ignorato la questione dei docenti della scuola dell’infanzia, già dimenticati dalla legge 107, i quali dovranno paradossalmente sperare nei ritardi e nel cattivo perfezionamento delle procedure concorsuali per non vedere definitivamente svanite le legittime speranze di assunzione.
Il governo continua a percorrere con ostinata insipienza un vicolo cieco.
Ricorreremo a tutti i mezzi legittimi e non solo agli strumenti parlamentari, per salvaguardare la dignità e la prospettiva di chi rimarrà escluso dall’accesso e dall’esito di un concorso bandito con modalità sbrigative e dannose.