LA GUERRA PER IL TAGLIO DEL DEBITO CONTINUA

Argyrios Argiris Panagopoulos

DI ARGYRIOS ARGIRIS PANAGOPOULOS

Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha lanciato di nuovo le sue frecce contro l’insistenza del Fmi di continuare con le sue politiche sbagliare, dopo che il direttore del Fondo Lagardere riconosciendo i suoi sbagli insiste per imporre un’altra ondata di austerità, mentre il commissario Moscovici ha ammesso che la Commissione dissente dalle valutazioni del Fondo e vuole finire prima della fine del mese con la valutazione greca per parlare del… debito.
“In Grecia hanno applicato le politiche sbagliate e paradossalmente quelli che riconoscono i loro errori nello stesso momento insistono di applicare gli stessi sbagli”, ha detto Alexis Tsipras rispondendo al capo del FMI durante la conferenza stampa che ha fatto insieme con Antonio Costa, il primo ministro del Portogallo, un altro paese vittima degli sbagli del Fmi.
“Qualche momento dobbiamo diventare più seri, perché non abbiamo a che fare con i numeri ma con le persone e la stessa prospettiva dell’Europa”, ha continuato Tsipras lanciando le frecce direttamente contro il direttore del FMI e i suoi collaboratori considerando che alcuni tecnocrati hanno delle ossessioni per riconfermare le loro carriere. “Per l’Europa che affronta tre crisi ciò che è importante è la stabilità, il recupero e la prospettiva comune dei suoi popoli”, ha detto Tsipras.
“Abbiamo bisogno di diventare più seri per capire che il problema non è che non si applicano le regole, ma che queste regole non sono efficaci”, ha sottolineato, aggiungendo che “quindi uno deve tentare di correggerle”.
“Abbiamo raggiunto un compromesso difficile”, ha detto il primo ministro greco, parlando per l’accordo di luglio. “Ma è un accordo che noi osserviamo rigorosamente e non chiediamo niente di meno e niente di più che lo onorino anche i nostri creditori”, ha detto Tsipras, considerando che “quell’accordo era molto chiaro, perché diceva che subito dopo il completamento con successo della prima valutazione si doveva aprire il dibattito per il debito, senza mettere condizioni né termini per aprire questo dibattito”.
Tsipras ha alzato il tiro contro il FMI e le istituzioni europee sottolineando i grandi successi del suo governo che ha portato la Grecia in un surplus primario tra il 0,2% e il 0,5% e ha migliorato i dati delle finanze pubbliche a tutti i livelli, fatto che suppone come una conseguenza “assolutamente razionale” che si migliorino le previsioni per le misure necessarie o nella loro peggiore versione rimangono come erano decise. “Non chiediamo niente di meno e niente di più, solo che si applica quello che abbiamo concordato”, ha detto il primo ministro greco, avvertendo che “l’Europa deve lasciare dietro di sé le politiche di austerità”.
“Crediamo che l’Europa dove lasciare alle sue spalle le politiche di austerità”, ha scritto Alexis Tsipras sul suo Twitter, mentre era in corso l’incontro con il primo ministro portoghese Antonio Costa alla sede del governo greco, sottolineando che “noi rivendichiamo un’Europa democratica, progressista, con la giustizia sociale e la coesione sociale”.
I due primi ministri fanno firmato una dichiarazione congiunta sul futuro dell’Europa e il rafforzamento della cooperazione tra i due paesi. Al margine della visita di Antonio Costa in Grecia il ministro degli Esteri portoghese Augusto Santos Silva si è incontrato con il vice ministro sulle Politiche Migratorie Giannis Mouzalas.
Da parte sua il Fondo monetario internazionale ha riconosciuto gli errori, o meglio gli orrori, che ha fatto con i moltiplicatori fiscali e di aver sovrastimato la capacità della Grecia di sostenere e applicare le misure necessarie, come ha ammesso il direttore generale del FMI Christine Lagarde, in un’intervista con l’agenzia Bloomberg, spargendo anche le sue lacrime considerando che il ruolo molto importante della Grecia nell’Unione europea si rafforzerà nelle attuali condizioni della crisi dei profughi. Quella che ha riempito il Mar Egeo con i cadaveri di bambini e centinaia di altri innocenti.
Rispondendo alla domanda quali erano gli sbagli suoi e del FMI sulla Grecia Lagarde ha detto che: “abbiamo ammesso un errore, che aveva a che fare con i moltiplicatori fiscali, in cui – tutti noi, FMI, UE, la BCE – avendo sottovalutato gli effetti recessivi che avevano alcune misure che abbiamo stabilito. Abbiamo sovrastimato la capacità della Grecia di sostenere realmente e adottare le misure che erano necessarie, perché siamo andati da un governo all’altro e sempre abbiamo sentito: “non è il nostro programma, non ono davvero le nostre riforme, non sono le nostre misure. Esse sono imposte dalla troika, mettendo tutti i suoi membri dello stesso sacco”.
Comunque Lagarde ha avvertito la Grecia: “Il nostro compito era quello di prestare denaro da parte della comunità internazionale – anche da paesi con reddito molto basso, anche da paesi poveri della zona euro – in un paese che doveva fare delle riforme e aveva manipolato i suoi dati. Qualcuno che rappresenta la comunità internazionale ha il dovere di dire: “Questo è sbagliato Questo deve essere fatto. Questo deve cambiare”.
Secondo il direttore del FMI “questo è un processo continuo. Lo considero come il nostro dovere verso il FMI di non essere compiacenti, per valutare la realtà dei numeri, la realtà delle riforme, per misurare il potenziale delle prestazioni di queste riforme e ripristinare la credibilità e la sovranità economica di questo paese. La Grecia non può continuare solo a guardare e di aspettare che le cose saranno regolate. i leader greci devono assumere maggiori responsabilità per la ricostruzione del loro stato”.
Rispondendo alla domanda se si aspettasse che la Grecia rimarrà nell’UE, il capo del Fondo ha risposto: “Sì, questo penso”, aggiungendo: “E penso che le condizioni attuali con gli immigrati e i rifugiati rafforzeranno il ruolo molto importante della Grecia nell’UE’.
Il mea culpa di Lagarde è arrivato una settimana dopo la pubblicazione da Wikileaks delle trascrizioni in cui il responsabile per l’Europa del Fmi Poul Thomsen, suggeriva un’ altra funzionaria del Fondo di rimettere con le spalle al muro Atene allungando i nuovi negoziati sui prestiti fino a luglio “perché solo quando hanno le spalle al muro i governi greci fanno concessioni”, cercando ance di mettere con le spalle al muro anche la Germania per ottenere un taglio al debito greco, minacciando l’uscita del Fondo dal “salvataggio” della Grecia.
Il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari e al Fisco, Pierre Moscovici non ha perso tempo per manifestare le “valutazioni differenti” tra il Fondo e l’UE sulla.. Grecia.
“Il nostro obiettivo è un accordo sul programma greco prima della riunione di primavera del Fondo monetario internazionale o fino alla fine della settimana e il completamento della negoziazione e la valutazione del programma intorno alla Pasqua greca”, ha dichiarato Pierre Moscovici durante il suo intervento al Parlamento europeo.
“Con il Fondo monetario internazionale abbiamo valutazioni differenti. Chiedere di più dalla Grecia, avrebbe fatto del male allo sviluppo. Non abbiamo tempo da perdere”, ha detto. Moscovici sottolineando che “è inevitabile il collegamento del completamento della valutazione con il nostro impegno per il debito”.