DRAGHI CONTRO LA MERKEL

roberto schena

DI ROBERTO SCHENA

Sono sorpeso dalla scarsissima evidenza mediatica per la risposta dura, al di là della pacatezza formale, di Draghi alla Germania eppure sarebbe da incorniciare. “La Bce lavora per tutta l’Eurozona, non solo per la Germania”. Ormai lo scontro è aperto e non credo che Berlino spunterà la sua cacciata, a meno che i suoi servizi non scoprano qualche scheletro nell’armadio.
Non solo Draghi si oppone apertamente alla riduzione della Bce a mera succursale della Bundesbank, ma ha anche ricordato che è l’unica a sostenere la crescita dell’Eurozona. La Germania, che è in surplus commerciale da otto anni, non ha dato alcun contributo di perequazione alla crescita interna, come avrebbe dovuto per regolamento: è in chiara infrazione, dovrebbe pagare multe salatissime, anche se nessun governo stranamente lo rileva. Berlino dunque è arginabile, almeno per ora.
Penso poi che Obama insista su evitare un Brexit, che invece Berlino sotto sotto auspica, proprio per porre un freno allo strapotere tedesco.

President of European Central Bank Mario Draghi speaks during a news conference in Frankfurt, Germany, Thursday,  March 6, 2014, following a meeting of the ECB governing council. The European Central Bank has kept its main interest rate at a record low of 0.25 percent, holding off on more stimulus as economic indicators suggest the modest recovery is gaining strength. (AP Photo/Michael Probst)