C’ERA UNA VOLTA IN EUROPA

irene gironi carnevale

DI IRENE GIRONI CARNEVALE

Non credo che si debba essere commentatori politici di professione per definire anomala, volendo usare un eufemismo, la situazione europea. Volendo ridurre all’osso: ci sono paesi come la Germania, la Francia, la Gran Bretagna che fanno come gli pare “in grande stile” nel senso che decidono di usare una moneta che non sia l’euro, di indire referendum sullo stare o meno all’interno dell’ Unione Europea, pongono il veto a fare riunioni, decidono le regole economiche di paesi europei in difficoltà, decidono interventi militari autonomamente, si scelgono quali e quanti migranti far entrare, in poche parole sono l’ago della bilancia e fanno il bello e il cattivo tempo all’interno dell’Europa.
Poi ci sono quelli che hanno fatto carte false per entrare nell’Unione, anche perché dopo il crollo del muro di Berlino smaniavano dal diventare “europei” a tutti gli effetti e non vedevano l’ora di scrollarsi di dosso il marchio di ex-paesi del “blocco sovietico”, che una volta dentro hanno rivelato il volto della peggiore reazione erigendo muri e rifiutandosi di accettare una politica comune rispetto all’immigrazione. Muri che spuntano come funghi velenosi nel cuore di un continente che dovrebbe essere ricordato come la culla della civiltà e della democrazia.
Ci sono i paesi nordici che fanno sentire la loro voce solo per salvaguardare le loro posizioni, forti di un’economia e di un tenore di vita e servizi che non hanno uguali nel continente.
E poi ci sono i paesi sfigati: la Spagna, il Portogallo, la Grecia e l’Italia che arrancano con un debito pubblico mostruoso, politiche del lavoro inesistenti, alcuni senza governo (Spagna), altri con governi di risulta e Presidenti del Consiglio non eletti da tempo che nonostante tutto si fanno carico di accogliere un numero di migranti che gli altri paesi non si sognano neanche nei peggiori incubi (Grecia e Italia), facendo fronte a spese non indifferenti su un budget già disastrato e senza vedere il becco di un quattrino dall’Europa che ha elargito milioni su milioni a un paese come la Turchia, discutibile da molti punti di vista e che non è ancora in Europa, per fare un favore alla potente Germania.

La domanda che sorge spontanea alla luce dello stallo mostruoso, di una politica comunitaria schizofrenica, nel giorno della conferma che “il muro del Brennero” si farà, anzi gli austriaci vorrebbero iniziare i controlli ancora sul suolo italiano, è: come si fa a chiamarla ancora Unione Europea e a pensare di dover sottostare solo ad alcune regole e solo per alcuni paesi? Come si può permettere che in una comunità di uguali, perché questo era l’intento del sogno dell’Europa Unita, ci siano tali mostruosità? La deriva che avanza a livello politico e sociale non è solo preoccupante, ma si preannuncia devastante soprattutto perché il silenzio che la circonda è assordante.

foto di Irene Gironi Carnevale.