IN INGHILTERRA VINCE LA SUDDITANZA PSICOLOGICA NEI CONFRONTI DEGLI XENOFOBI

flavia perina

DI FLAVIA PERINA

Il voto inglese che ha respinto la legge in favore degli orfani siriani (saranno lasciati a Calais) dice assai più dei tanti ordinari atti di cinismo delle democrazie europee. Dice di più perché la proposta di accoglienza di bambini e adolescenti era stata presentata e approvata dalla Camera dei Lord: organismo dove si entra per nomina reale o diritto ereditario, quindi (teoricamente) luogo-simbolo del privilegio e della difesa del privilegio. E invece no. Quelli, i Lord, in nome della tradizione inglese che accolse migliaia di orfani tedeschi, austriaci e cèchi dopo la Guerra Mondiale, volevano la legge. Quegli altri, quelli eletti, quelli che devono fare i conti nei collegi con la concorrenza di Farage e similari, l’hanno bocciata anche se di misura. Ne nascono considerazioni amare sulla democrazia e sul suffragio universale e sulla sudditanza psicologica delle classi dirigenti verso il racconto xenofobo, che a parole viene respinto da tutti ma nei fatti da tutti inseguito, con la lingua di fuori.

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