MA TRUMP COME LA PENSA IN POLITICA ESTERA?

Università degli Studi del Molise

DI ALBERTO TAROZZI

Affiorano sussulti di riflessione in politica estera, nelle ultime esternazioni di Donald Trump. Si sapeva del fatto che i suoi consiglieri occulti navigassero lungo le rotte tradizionali della politica repubblicana. Isolazionismo , dunque, riaffermato soprattutto con lo slogan “L’America prima di tutto”.
Questo però non significa mantenere, né tanto meno approfondire i distinguo che Obama aveva finora introdotto nei confronti di Israele.
E nemmeno chiarire se effettivamente verrebbe perpetuata l’apertura nei confronti dell’Iran che così poco entusiasma i petrolieri sauditi.
Sì perché, prima di tutto, per lui, va genericamente smantellata quella politica estera Usa di impronta democratica che “è tutta da rifare” (già ma allora bisognerebbe ricordare a Donald che il disastro irakeno è un parto geniale di un certo Bush). Sul come fare non si sbilancia gran ché.

Più promettente la promessa di un raffreddamento delle tensioni con la Russia.
Restano da vedere le origini di tale affermazione e dunque se si tratti di un’uscita occasionale oppure di un possibile cambiamento di rotta di cui l’Europa e l’Italia in particolare, potrebbero trarre giovamento.
Più probabile la prima. Abbastanza facile limitarsi a dire tutto il contrario della Clinton e di chi l’ispira (dubbio che tra di loro ci sia pure il finanziere Soros). Più difficile far digerire sul medio-lungo periodo al pubblico americano l’immagine di un orso russo improvvisamente rabbonito, dopo generazioni di propaganda antisovietica.

Oltre tutto, un allentamento delle tensioni in Europa, implicherebbe un alleggerimento delle spese militari per i Paesi europei membri della Nato, che sarebbero sempre meno propensi ad aprire i cordoni della borsa se la tensione si allentasse sui territori europei.
Su questo punto si sa invece che Trump scavalca Hillary nel chiedere agli europei maggiori finanziamenti alla Nato a vantaggio degli Usa.

Concludendo, dietro la mossa propagandistica, tutto e il contrario di tutto. E sullo sfondo Salvini che può pure dire di avere influito su un candidato alla Presidenza Usa sulla questione russa.
Tanto Trump non lo smentirebbe, affaccendato com’è con i suoi nemici interni all’establishment repubblicano.

Trump | L’ America prima di tutto. Politica estera da rifare : Le linee guida del front-runner repubblicano dal nucleare che ha disperatamente bisogno di essere…
ultima-ora.zazoom.it