IL PUPAZZO ESODATO

PAOLO DI GIANNANTONIO

DI PAOLO DI GIANNANTONIO

Istantaneascattataieripomeriggio: dopoanni di onestolavoro ed onoratacarrieraèfinitocosi’, su un marciapiede, lontano da quelsofà dove era rimasto per tanti anni, sempre pronto a dare affetto, poco o tanto che fosse, a qualsiasi ora ed in ognicircostanza. A occhiosembraavere più di ventianni e che quindiabbiafattocompagnia a più di una generazione di bambini. Poi ancheluièstatotravolto da quellacrisidelleculle che sta rendendol’Italia il paese più vecchio del mondo e che non risparmia neanche i pupazzi. Niente bambini, niente pupazzi: è una equazione matematica. E tutto questo proprio il Primo Maggio. Ecco, non vorrei esagerare ma questa mi sembra possa essere una immagine che racconta, nel suo piccolo, un periodo, uno stato d’animo, una stanchezza diffusi. Ma,  ci sono ripassato questa mattina e non l’ho visto più. Dicono che di notte siano passati un padre e figlio, un po’ più scuri di noi, e che se lo siano portati via… Forse c’è un secondo tempo anche per lui.